Assicura

Rc auto obbligatoria anche per i veicoli fermi in garage

Una nuova direttiva Ue cambia le regole. Non sarà più possibile nemmeno sospendere la polizza quando non si utilizza il mezzo

L’assicurazione va pagata anche se l’auto non viene utilizzata ed è ferma in garage. La novità arriva da Bruxelles, dove il Parlamento Ue ha approvato la nuova direttiva europea in materia di Rc auto che dovrà vanare per tutti gli Stati membri. 

Rc auto, l’Ue cambia le regole

La nuova regola consiste appunto nel fatto che la polizza Rc auto dovrà essere pagata anche da chi tiene la vettura o un altro veicolo, come moto o furgoni, inutilizzati nel proprio giardino, cortile, garage o in un terreno privato. Non solo: le nuove norme Ue non consentono più neppure la sospensione della Rc auto quando non si utilizza il mezzo.

L’unica eccezione è rappresentata da quei veicoli che costituiscono un “relitto”, cioè privi di ruote, motore o parti essenziali che non ne permettono più la circolazione, e dai mezzi regolarmente ritirati dalla circolazione. Solo in questi due casi sarà possibile per il proprietario non pagare l’Rc auto.

Le nuove regole Ue vanno a modificare la direttiva 2009/103 in materia di responsabilità civile e si allineano alle sentenze della Corte di Giustizia europea sull’argomento. I giudici comunitari hanno infatti stabilito che devono essere assicurati tutti i veicoli conformi alle funzioni di trasporto, a prescindere se fermi o in movimento, se in area pubblica o privata.

Rc auto, le nuove norme in vigore non prima di due anni

Attualmente le norme italiane non impongono l’obbligo di copertura in aree private, per cui non c’è sanzione. In caso d’incidente tocca infatti al proprietario risarcire a sue spese i danni subiti dalla vittima. Con le modifiche appena introdotte, viene invece eliminata la limitazione dell’obbligo assicurativo alle sole aree pubbliche o aperte al pubblico, comprendendo anche quelle private.

Da sottolineare che le regole per l’Rc auto non cambieranno immediatamente. Bisognerà prima aspettare l’adozione formale da parte del Consiglio Ue e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Poi, ogni Stato membro avrà due anni di tempo per recepire la direttiva.

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