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Cashback, stop del governo. Via alle iniziative private

Cashback

Le risorse saranno destinate ad altre iniziative. E il cashback di Stato rischia di finire in soffitta. Ma arrivano iniziative private

Era stato sospeso lo scorso 2020 con la “promessa” che sarebbe ripartito a gennaio 2022. Ma il cashback di stato non ripartirà. Anzi, rischia di finire definitivamente in soffitta. Il Consiglio dei ministri ha infatti preferito destinare le risorse su altre voci di spesa.

Eppure, come evidenzia l’analisi di Facile.it, l’iniziativa sembrava piacere ai consumatori e ha contribuito concretamente a far avvicinare gli italiani alla moneta elettronica, tanto che, esaminando un campione di 50mila richieste, il comparatore ha rilevato nel primo semestre del 2021 un aumento del 39% nel numero di ricerche di carte prepagate, con una crescita importante soprattutto nella fascia di consumatori fino ai 34 anni.

Aumenta l’uso e le richieste di carte elettroniche

I dati di Facile.it sono rafforzati da quelli che evidenziano come, nel primo semestre 2021, il numero dei pagamenti digitali sia cresciuto del 41% arrivando a 3,2 miliardi di euro, per un totale di oltre 145 miliardi, con uno scontrino medio sceso, grazie proprio al cashback, di oltre l’11%, arrivando a 45,7 euro (Osservatorio Innovative Payments, School of Management del Politecnico di Milano).

La lotta all’evasione

Molti hanno criticato l’efficacia del cashback nella lotta all’evasione fiscale, una delle ragioni che aveva spinto il precedente governo a introdurre il meccanismo. Non era certo una priorità per gli italiani.

Già nel 2019 Facile.it aveva messo in evidenza, tramite un’indagine affidata all’istituto mUp Research, che dei 22,4 milioni di cittadini non disposti ad abbandonare i contanti quasi 6 rispondenti su 10 vi avrebbero rinunciato solo a fronte di una forma di rimborso come il cashback, mentre meno di 1 su 3 lo avrebbe fatto per contribuire alla lotta all’evasione.

Arriva il cashback privato 

La formula del cashback non è però destinata a tramontare. Anzi, proprio a seguito del successo ottenuto dall’iniziativa di Stato, diversi istituti di credito ne hanno capito le potenzialità e l’hanno fatta propria.

“Fino a che l’iniziativa statale è rimasta in vigore alcuni istituti di credito hanno integrato all’interno del proprio home banking l’App ufficiale del cashback di Stato, aiutando così i propri clienti a partecipare all’iniziativa – – spiega Ivano Cresto, managing director financial products di Facile.it  – Ora che il cashback statale non è più in vigore, alcune banche hanno scelto di proporre un proprio meccanismo di cashback, con l’obiettivo di continuare a incentivare l’uso dei pagamenti elettronici da parte della clientela”.

Il meccanismo promosso dagli istituti di credito e citato da Cresto prevede, normalmente, un rimborso di importo variabile a fronte di un pagamento effettuato con una carta elettronica. La percentuale varia da banca a banca; in alcuni casi viene riconosciuto un cashback iniziale generalmente del 10%, che poi tende a calare nel tempo fino all’1%, mentre in altri casi viene rimborsato un importo fisso per ogni transazione fatta.

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