Casa&Famiglia

Nuovo Reddito di emergenza. La richiesta entro luglio

Le 4 mensilità aggiuntive di Rem potranno essere richieste sul sito dell’Inps o tramite Caf e patronati. L’assegno complessivo può arrivare a 3.200 euro

Da oggi si potrà presentare la domanda per ottenere quattro mensilità aggiuntive del Reddito d’emergenza (Rem). Un’ulteriore agevolazione introdotta dal Decreto Sostegni Bis e che dovrà essere richiesta entro il prossimo 31 luglio.

Le 4 mensilità aggiuntive di Rem riguarderanno i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, per un corrispettivo totale che potrà arrivare fino a un massimo di 3.200 euro. Un importo che potrebbe salire a 3.360 in caso di presenza di disabilità gravi all’interno del nucleo familiare.

La domanda potrà essere presentata direttamente online sul sito dell’Inps inserendo le proprie credenziali (quindi username e password) oppure effettuando il login tramite Spid (è l’identità digitale). In alternativa, ci si potrà rivolgere a un Caf (Centro di assistenza fiscale) o a un patronato.

Si amplia la platea di beneficiari

Rispetto a quanto stabilito dal precedente Decreto Sostegni, i requisiti per ottenere le 4 mensilità aggiuntive del Rem non sono cambiati, ma si è allargata la platea dei potenziali beneficiari. La domanda, infatti, potrà essere presentata anche da chi a far data dallo scorso 28 febbraio ha finito di percepire la Naspi o la Dis-Coll, ovvero l’indennità di disoccupazione che spetta alle collaborazioni coordinate e continuative.

I beneficiari che rientrano in questa fattispecie, però, non devono avere all’attivo un contratto di lavoro (dunque devono risultare ancora disoccupati) e non devono percepire altre forme di sussidio.

Inoltre, per i nuclei familiari che vivono in affitto viene innalzata la soglia del reddito familiare che dà diritto al Rem. Entrando più nel dettaglio, per assicurarsi il reddito di emergenza è necessario che il valore del reddito familiare dello scorso aprile non sia superiore al Rem a cui si avrebbe diritto.

Una soglia (ovvero il valore del reddito familiare di aprile 2021) che per le famiglie che vivono in affitto viene maggiorata per un valore pari a un dodicesimo del canone annuo di locazione. Questa novità, di fatto, fa aumentare ulteriormente la platea dei beneficiari.

Tra requisiti e incompatibilità

Rispetto al primo Decreto Sostegni, non cambiano i requisiti base per ottenere il “nuovo” Rem. Innanzitutto, il reddito familiare dello scorso aprile non dovrà essere superiore al reddito di emergenza a cui si avrebbe diritto (soglia più alta per chi vive in affitto). Inoltre, potranno farne richiesta solo i residenti in Italia con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 15mila euro.

Altro requisito da tenere in considerazione, poi, è il patrimonio immobiliare del nucleo familiare, il cui valore alla fine del 2020 non deve essere superiore a 10mila euro. Tale limite aumenta di 5mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo e fino a un tetto massimo di 20mila euro (in pratica, i nuclei familiari dai 3 componenti in su avranno tutti lo stesso limite, ovvero 20mila euro). In presenza di disabilità gravi si avrà diritto a un ulteriore incremento di 5mila euro.

Non avranno invece diritto al Rem i titolari del reddito (o pensione) di cittadinanza e chi percepisce una pensione. E ancora, il reddito di emergenza è incompatibile con i contratti di lavoro subordinato e le collaborazioni coordinate e continuative, nonché con il bonus introdotto dal Decreto Sostegni e riservato ai collaboratori sportivi e agli stagionali del turismo e dello spettacolo.

Il calcolo dell’assegno

Il “nuovo” reddito di emergenza varia a seconda dei componenti del nucleo familiare e va da un minimo di 400 euro a un massimo di 800 euro, ma in presenza di disabilità gravi può arrivare fino a 840 euro. Per calcolare l’assegno a cui si ha diritto bisogna moltiplicare la base del Rem, ovvero 400 euro, per il parametro della scala di equivalenza.

Un parametro, quest’ultimo, che è pari a 1 per i nuclei composti da 1 sola persona e aumenta di 0,4 per ogni altro componente maggiorenne e di 0,2 per i componenti minorenni. Il parametro della scala di equivalenza può arrivare a un massimo di 2, o di 2,1 in presenza di disabilità gravi all’interno del nucleo familiare.

Per fare un esempio, quindi, un nucleo familiare composto da 4 persone, di cui 2 genitori e due figli minorenni, avrà diritto a un assegno di 720 euro: 400 di base moltiplicato per un parametro della scala di equivalenza pari a 1,8 (1+0,4+0,2+0,2).

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