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Bonus autonomi, come richiedere l’Iscro

età pensionabile donne

Le domande possono essere inviate entro il prossimo 31 ottobre. E l’assegno può arrivare fino a 800 euro. I requisiti

Al via le domande per richiedere il bonus dedicato ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti. Dal 1° luglio è attivo sul sito internet dell’Inps il servizio online per la presentazione delle istanze per ricevere l’Iscro, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, prevista dalla legge di Bilancio 2021 e rivolta agli iscritti alla gestione separata dell’ente previdenziale. Le istanze potranno essere presentate fino al 31 ottobre prossimo e danno diritto ad un assegno che va da un minimo di 250 a un massimo di 800 euro, a seconda dei requisiti. 

Quanto vale e come funziona l’Iscro

L’indennità, prevista per il triennio 2021-2023, è di sei mensilità, può essere richiesta una sola volta nel periodo e decorre dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. L’importo mensile è calcolato in funzione dell’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dalla Agenzia delle Entrate e in possesso dell’Istituto di previdenza al momento della domanda ed è pari al 25% su base semestrale. Non è previsto accredito di contribuzione figurativa e non concorre alla formazione del reddito. L’assegno non più essere inferiore a 250 euro né superiore a 800 euro.

I potenziali beneficiari devono presentare domanda all’Inps esclusivamente in via telematica entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, utilizzando i consueti canali messi a disposizione per i cittadini e per gli Istituti di Patronato nel sito internet dell’Istituto. In alternativa, si può utilizzare il servizio di contact center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

I requisiti

Per avere diritto all’Iscro bisogna avere una serie di requisiti, oltre a quello base di esser iscritti alla gestione separata. Innanzitutto bisogna non essere titolari di trattamento pensionistico diretto, non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie e non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza.

È necessario poi avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all’anno precedente alla presentazione della domanda; avere dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rispetto all’anno precedente; essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria ed essere titolari di partita Iva attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

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