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Mutui, altra stangata in arrivo dopo l’aumento dei tassi Bce

La mossa della banca centrale si tradurrà in un rincaro medio delle rate di 35 euro al mese. Rispetto al 2021 un mutuo variabile costerà  circa 2.760 euro in più all’anno

L’aumento dei tassi d’interesse di 50 punti base deciso dalla Bce rappresenta un’altra stangata per chi ha sottoscritto un mutuo variabile. A fare subito i conti è stato il Codacons, secondo cui si tradurrà in un rincaro medio delle rate di 35 euro al mese.

Mutui variabili, la rata sale di 35 euro

Ovviamente bisognerà aspettare le prossime settimane per capire come il mercato risponderà al rialzo dei tassi. Ma il Codacons sottolinea che negli ultimi giorni l’Euribor, indice di riferimento dei mutui a tasso variabile, si è attestato attorno al 2,19% per quello a 1 mese e al 2,48% per quello a 3 mesi. Se quindi l’aumento deciso dalla Bce dovesse essere traslato interamente sul mercato, l’Euribor salirebbe a quota 2,7% (quello a 1 mese) e al 3% quello a 3 mesi.

Considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125 mila e i 150 mila euro, per una durata di 25 anni, ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa, la rata mensile è destinata quindi a salire tra i 30 e i 40 euro per effetto della decisione della Bce.

Se però si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Banca centrale europea a partire dallo scorso anno, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirà complessivamente tra i 180 e i 230 euro rispetto a quanto pagato nel 2021. Con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +2.160 e + 2.760 euro all’anno.

Mutui, come difendersi dai rincari

A fare i conti era stato nei giorni scorsi anche Facile.it, visto che l’entità dell’aumento Bce era ampiamente prevista, preannunciando appunto un possibile aumento della rata di quasi 35 euro. Con il mutuatario che, in poco più di un anno, si troverà a pagare una rata più pesante di oltre 195 euro, vale a dire circa il 43% in più rispetto a quella iniziale.

“Se è vero che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi Bce, e non è detto che cresca in modo analogo agli indici della Banca centrale, l’ultimo anno ci ha mostrato come i due valori siano strettamente correlati”, spiegano gli esperti di Facile.it. “Per tutelarsi da futuri rincari i mutuatari possono ricorrere ad una surroga o alla rinegoziazione, eventualmente approfittando delle condizioni introdotte dal governo con la legge di Bilancio. Non esiste in assoluto una soluzione migliore rispetto all’altra. Il consiglio se si vuole passare dal tasso variabile a quello fisso è di rivolgersi ad un consulente così da identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze”.

E la corsa dei tassi potrebbe non fermarsi con l’annuncio di febbraio, avvertono da Facile.it. Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor), gli esperti prevedono che l’Euribor a 3 mesi cresca ancora arrivando a giugno 2023 intorno a 3,4%. Se le previsioni fossero corrette, la rata del mutuatario preso in esame arriverebbe a ben 711 euro, 255 euro in più rispetto a quella sottoscritta a gennaio 2022.

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