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Bond, interessanti opportunità nei subordinati Legacy

Cameroni (Lemanik): “Restiamo focalizzati nel medio/lungo sui subordinati sia finanziari che industriali”

Contagi in accelerazione, stallo sul pacchetto fiscale americano e Brexit tengono elevata l’incertezza sui mercati, ma secondo Alessandro Cameroni, gestore dei fondi Lemanik European Flexible Bond e Lemanik Selected Bond, l’azione delle banche centrali e le aspettative di un ulteriore accomodamento monetario e fiscale stanno contenendo con efficacia la volatilità. “Se i nostri investimenti restano focalizzati nel medio/lungo sui subordinati, sia finanziari che industriali, ci teniamo a sottolineare l’interessante opportunità, che stiamo percorrendo con differenti livelli di rischio su entrambi i fondi, rappresentata dal segmento di nicchia dei subordinati Legacy”, afferma.

Sebbene sul credito pesi il rischio di un lockdown generalizzato, a detta del gestore sul medio termine giocano a favore alcuni importanti driver: le politiche accomodanti e i tassi bassi sono qui per restare a lungo fra noi; dopo l’abbuffata a primario di questi mesi le attese sul mondo corporate vedono un rallentamento a fronte del quale permane un’ampia liquidità da investire.

“I riflessi di questo scenario, dove i tempi per qualche sorpresa positiva sul fronte test/vaccini stanno maturando, vedono una costante erosione dei rendimenti del mondo obbligazionario, con la maggior parte degli asset a rendimento negativo o sotto l’1% – sottolinea Cameroni -. La riapertura negli scorsi mesi della ‘caccia al rendimento’ ci fa privilegiare asset a elevata qualità, con premi al rischio più elevati legati sia per il loro livello di subordinazione che per la regolamentazione cui sono soggetti”.

Per queste ragioni in questo difficile contesto, il gestore segnala promettenti opportunità nei subordinati Legacy. “Si tratta di subordinati perpetui di vecchia generazione, con limitate probabilità di estensione, perché nella traslazione alla nuova normativa hanno già beneficiato di un generoso grandfathering decennale su fine ’21 – precisa -. Oltre questa data perderanno in gran parte i requisiti di capitale, con una residua scarsa utilità per gli emittenti. I loro rendimenti sono però in diversi casi ancora molto elevati, anche in doppia cifra, legati a temi regolamentari, specificità di prospetto sulle singole emissioni di un segmento di dimensioni ridotte ormai in via di estinzione”.

Per il gestore, la selezione fra questi titoli è importante perché, in attesa di un definitivo chiarimento a breve da parte dell’Eba sulle differenze fra la vecchia e la nuova normativa, è meglio puntare su obbligazioni che cumulano più motivazioni ‘regolamentari’ che spingano gli emittenti a ritirarle dal mercato, anche anticipatamente. “Proprio nelle ultime settimane ci sono stati alcuni riscontri in questa direzione con dei tender, cioè offerte di riacquisto, con premi anche fino a 5 punti sopra il prezzo di mercato – conclude -. Un ultimo aspetto molto interessante dei Legacy, rispetto ai finanziari subordinati, è la bassissima reattività al ciclo essendo ormai prevalentemente focalizzati su aspetti regolamentari”. 

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