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Coprirsi dai ribassi delle borse con il reddito fisso? Ecco come

In una ricerca, Vanguard mostra come i benefici di diversificazione delle obbligazioni non sono cambiati a causa dei bassi rendimenti, anzi

A causa dei bassi rendimenti in molti Paesi sviluppati e della diminuzione significativa dei ritorni attesi dai titoli di Stato rispetto a cinque o dieci anni fa, il ruolo del reddito fisso nei portafogli multi-asset è stato messo sotto accusa. In particolare, due sono le convinzioni che stanno maturando presso gli investitori. Innanzitutto, quella secondo cui i titoli di Stato abbiano perso i loro benefici di diversificazione e la funzione di shock absorber dei crolli dei mercati azionari, rafforzata dall’attuale contesto di rendimenti bassi o negativi. Ma anche la convinzione in base alla quale le obbligazioni corporate investment grade possano diventare un valido sostituto dei titoli di Stato all’interno dei portafogli e fornire una migliore protezione dai rischi al ribasso. 

Vanguard ha verificato la fondatezza di queste convinzioni e ha scoperto che non solo i benefici di diversificazione delle obbligazioni, anche se mitigati, non sono cambiati a causa dei bassi rendimenti, ma anche che la funzione di protezione dei titoli di Stato durante i ribassi dei mercati azionari è più forte di quella delle obbligazioni corporate.

“Il livello di correlazione tra due asset class è un importante indicatore dei benefici di diversificazione che gli investitori possono ottenere dal detenere entrambe le attività in portafoglio – spiega Simone Rosti, responsabile di Vanguard per l’Italia -. Un livello di correlazione basso suggerisce un maggiore beneficio in termini di diversificazione. Analizzando il rendimento del decennale inglese e tedesco con l’andamento dei rispettivi mercati azionari locali nel periodo compreso tra gennaio 2003 e novembre 2020, è emerso come in entrambi i casi il grado di correlazione sia diventato più negativo nel corso dell’ultimo anno. Contrariamente, la correlazione tra azioni e obbligazioni societarie ha subito un’impennata. Ciò confermerebbe i benefici in termini di diversificazione nel detenere titoli di Stato in portafoglio anche in caso di rendimenti negativi”.

Ma la correlazione non è tutto: è la protezione dal rischio di ribassi ciò che conta. “La correlazione – prosegue Rossi – fornisce una stima di come due variabili, in questo caso azioni e obbligazioni, siano linearmente correlate, ma non dà indicazioni su quanto i rendimenti delle obbligazioni aumentino in caso di un calo dei mercati azionari. È per questo che sempre nello stesso periodo Vanguard ha voluto esaminare la performance effettiva dei decennali inglese e tedesco quando i ritorni azionari sono stati negativi”.

“I nostri risultati mostrano che entrambi i titoli di Stato hanno storicamente fornito rendimenti mediani più elevati rispetto alle obbligazioni corporate e alla liquidità quando le azioni sono scese – evidenzia quindi l’esperto -. Inoltre, anche nel caso del percentile più basso della distribuzione, essi hanno fornito rendimenti più elevati rispetto alle obbligazioni corporate investment grade. Questa è un’ulteriore prova del fatto che anche se le obbligazioni con un rendimento negativo contribuiscono debolmente al reddito di un portafoglio multi-asset che comprende anche azioni, esse forniscono comunque significativi benefici di mitigazione del rischio e tendono a essere migliori ammortizzatori degli shock rispetto alle obbligazioni corporate”.

Il team di Vanguard ha poi esaminato più in dettaglio la performance delle obbligazioni durante le flessioni dei mercati azionari a livello globale. “La relazione negativa tra i ritorni azionari e le obbligazioni è chiara – commenta Rossi -. Da gennaio a fine marzo 2020, il periodo che comprende la pandemia Covid del mercato azionario, le obbligazioni globali aggregate hanno reso circa l’1,2% mentre le azioni globali hanno perso quasi il 16%. Durante alcuni giorni di marzo, tuttavia, le obbligazioni hanno subito perdite significative e i rendimenti globali delle obbligazioni a marzo sono stati negativi”.

Dunque la  ricerca mostra come i benefici di diversificazione delle obbligazioni, anche se mitigati, non siano cambiati a causa dei bassi rendimenti. “Anzi – conclude l’esperto -, la funzione di protezione dei titoli di Stato durante i ribassi dei mercati azionari è più forte di quella delle obbligazioni corporate. Non c’è alcuna prova che la diversificazione azionaria e obbligazionaria non funzioni ad alti e bassi livelli dei rendimenti. Inoltre, l’affermazione che le obbligazioni corporate forniscano una migliore protezione sembra infondata e, pur fornendo benefici in termini di diversificazione, non dovrebbero essere considerate come puri sostituti dei titoli di Stato”.

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