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Dove trovare le migliori opportunità nel debito emergente

BlueBay Am preferisce l’high yield all’investment grade. E tra i Paesi, Ecuador e Argentina

Sin dalla crisi finanziaria globale siamo entrati in un periodo di crescita, inflazione e tassi bassi. E la domanda che si fanno ora gli investitori è se la pandemia e le politiche adottate per contrastare gli effetti possano segnare la fine di questa fase di stagnazione secolare. “Non significherebbe necessariamente tornare in una situazione di inflazione cronica come negli anni ’70 – spiega Anthony Kettle, senior portfolio manager di BlueBay Asset Management -, ma su livelli attorno al 2-4%, simili a quelli degli anni ’90 e della prima metà degli anni 2000, anche se è troppo presto per poterlo affermare con certezza. In ogni caso, ci aspettiamo che l’economia globale e quella statunitense entreranno in boom entro la fine dell’anno, con un livello di inflazione ben al di sopra del 2%, forse più vicino al 3% all’avvicinarsi del 2022”.

Per l’esperto un contesto di maggiore crescita con inflazione più elevata dovrebbe supportare gli asset reali, comprese le commodity. I maggiori rendimenti Usa dovrebbero portare a una maggiore forza per il dollaro, anche se potrebbe essere temporanea, con l’inflazione che crescerà e la crescita che migliorerà anche nel resto del mondo. “Molto dipenderà dall’atteggiamento della Fed – avverte -, ma se resterà accomodante e tollerante in riferimento all’inflazione, allora i premi per il rischio nel credito dovrebbero ridursi, a beneficio di alcuni segmenti dell’high yield. La propensione al rischio dovrebbe restare elevata finché la Fed non diventerà più aggressiva per tenere a bada l’inflazione, sempre che sia necessario”.

In questo contesto, nell’universo dei bond emergenti in valuta forte Kettle favorisce l’high yield rispetto all’investment grade. “A livello di Paesi abbiamo una preferenza per l’Ecuador – precisa -, che ha completato la ristrutturazione del debito l’anno scorso e che con il recente risultato elettorale ha confermato la volontà di adottare un approccio favorevole per i mercati e di collaborare con il Fmi per una ripresa più sostenibile. Troviamo opportunità anche in Argentina, dove i mercati stanno prezzando un rischio elevato di nuovi scenari distressed per il debito e i prezzi ora sono vicini a quelli che consideriamo come livelli di recupero”.

“Tra i bond su cui abbiamo maggiore conviction vi è Pemex, la compagnia petrolifera statale messicana, visto il supporto pubblico e la forte ripresa dei rendimenti rispetto ai bond sovrani – conclude -. Siamo invece preoccupati dalla Russia, per motivi Esg e per la possibilità di ulteriori sanzioni. Inoltre, dopo la recente rimozione del Governatore della Banca Centrale Turca, ci preoccupano i rischi legati a una governance debole e quelli politici. Ci aspettiamo quindi una sottoperformance per gli asset turchi. Stiamo anche vedendo un deterioramento dei fondamentali in Bahrain, soprattutto a causa dell’aumento del debito e del peggioramento sul fronte fiscale.

Nel contesto dei bond corporate emergenti vediamo opportunità anche in alcune aziende selezionate nel settore immobiliare cinese, che si trova su un percorso di deleveraging”.

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