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Draghi premier? Ecco su cosa puntare

Agli analisti piace l’ipotesi di un governo dell’ex presidente Bce. BofA: “Vediamo un ‘upside’ del 30% per le banche italiane”. Equita punta su Buzzi, Intesa, Mediobanca, Mediolanum e Stellantis

I mercati hanno accolto con entusiasmo l’ipotesi di un governo tecnico targato Mario Draghi. L’ex presidente della Bce, vecchia e stimata conoscenza degli investitori, è per gli analisti probabilmente la scelta migliore per formare un esecutivo di alto profilo capace di traghettare l’Italia fuori dalla crisi Covid. 

“Ieri il presidente della Repubblica – spiega Luigi De Bellis, co-responsabile Ufficio Studi Equita – ha preso atto che non esistono le condizioni per la formazione di un governo politico per le posizioni inconciliabili tra 5S e Iv e ha indicato che verificherà la possibilità di formazione di un governo istituzionale dando un incarico a Mario Draghi. Lo sviluppo della crisi porta quindi verso un governo istituzionale che pensiamo possa trovare supporto trasversale in parlamento”.

“Il nuovo governo dovrebbe innanzitutto operare per un efficace e tempestivo utilizzo dei fondi del Recovery Fund e impostare alcune riforme strutturali per accelerare la traiettoria di crescita dell`economia”, spiega De Bellis, secondo cui la credibilità di Draghi a livello internazionale potrebbe spostare flussi di capitale sull’Italia. “Quindi – sottolinea – ci aspettiamo un impatto positivo sul mercato azionario italiano, e in una prima fase suggeriamo di puntare su titoli liquidi (quindi ci siamo concentrati sull’indice FtseMib) che traggono vantaggio dalla riduzione dello spread, dall’implementazione degli investimenti legati al Recovery Fund e/o dalla riduzione dello ‘sconto Italia’”. I nomi selezionati da Equita sono: Buzzi Unicem, Intesa, Mediobanca, Mediolanum, Stellantis.

Dello stesso parere Alberto Cordara di BofA, secondo cui Supermario “ha l’autorità per guidare lo sforzo di riforma richiesto dal Recovery Fund senza soccombere alla pressione politica”. Per l’esperto è “probabile che una maggioranza si coalizzi intorno a Draghi come primo ministro italiano: “è un risultato forte per i mercati”. “In media – sottolinea Cordara – vediamo un ‘upside’ del 30% per le banche italiane e ci aspettiamo che i titoli reagiscano molto positivamente se i ‘credit spread’ migliorano”.

“Draghi sarebbe un risultato positivo per i mercati – gli fa eco Kaspar Hense, senior portfolio manager di BlueBay Asset Management -. Non perché è stato il salvatore della crisi sovrana europea nel ruolo di Presidente della Bce, ma perché un governo tecnico sarebbe più probabilmente in grado di padroneggiare le sfide del prossimo anno, in cui lo stretto coordinamento con l’Ue e le riforme strutturali dovrebbero non solo aiutare la ripresa economica, ma anche ridurre le tensioni populiste sorte sotto il governo Monti”. 

Per il portfolio manager, con il numero di casi di Covid-19 in aumento e la situazione complessa sul fronte dei vaccini, “il supporto della Bce sarà necessario più a lungo per sostenere la ripresa e le minori tensioni politiche ridurranno le frizioni nel corso di questo periodo di incertezza”. 

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