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Ecco come stanno investendo gli assicuratori globali

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Goldman Sachs svela che per far fronte alla crisi, la maggioranza dei cio sta mantenendo un approccio a lungo termine. Cresce l’attenzione per Esg, private market e Etf

Di fronte alla crisi globale scatenata dal Covid-19, gli assicuratori globali mantengono un approccio di investimento a lungo termine. È quanto emerge dai risultati del nono rapporto annuale sul settore di Goldman Sachs Asset Management, dal titolo “Ready, Set, Reset”, che analizza le strategie d’investimento degli assicuratori in un contesto caratterizzato da eventi globali senza precedenti e le modalità con cui i loro approcci d’investimento si sono evoluti alla luce di sviluppi di mercato inattesi e del permanere dell’incertezza.

Dal sondaggio di quest’anno, a cui hanno partecipato 273 compagnie mondiali, è emerso che gli operatori hanno apportato minimi cambiamenti di lungo periodo alle proprie strategie d’investimento, molti dei quali hanno permesso di ridurre i rischi di portafoglio legati alle valutazioni elevate e ai timori, già presi in considerazione, relativi al ciclo del credito. 

“Prima della pandemia di Covid, molti assicuratori erano coscienti del fatto che il ciclo economico fosse troppo esteso e, di conseguenza, si stavano preparavano a gestire la volatilità – spiega Michael Siegel, global head of insurance asset management di GSAM -. Gli eventi di quest’anno hanno accelerato i trend di investimento già consolidati che abbiamo osservato in tutto il mercato”. 

In particolare, anche quest’anno merce il crescente interesse per i fattori Esg. Nel ultime quattro edizioni del report, si è infatti assistito a una crescita costante dell’importanza di tali criteri per le compagnie a livello globale. Nel 2017 la maggioranza degli intervistati (il 68%) non riteneva di dover prendere in considerazione i fattori Esg nelle scelte d’investimento o comunque non pensava che fossero applicabili ai loro processi d’investimento, mentre nel 2020 la maggioranza degli intervistati a livello globale non condivide quest’affermazione (il 79%). Nonostante l’adozione sempre più diffusa di tali principi, gli assicuratori ritengono all’unanimità che continuino a sussistere degli ostacoli all’implementazione di queste strategie di investimento.

Prima della pandemia, i chief investment officer avevano segnalato che i trend recenti sarebbero proseguiti: incremento nei segmenti del private equity, del private credit e attività cartolarizzate a scapito della la riduzione dell’esposizione a cash, titoli di stato e hedge fund. Dalle recenti conversazioni con i cio emerge che non solo questi trend dovrebbero continuare, ma potrebbero addirittura subire un’accelerazione: il sondaggio mostra che i mutui commerciali e per le attività del settore immobiliare subiranno una battuta d’arresto e dovranno essere nuovamente sottoscritti. 

Nonostante gli eventi di mercato e la volatilità, i cio ritengono poi che l’interesse per i private market sia destinato a proseguire e tra i fattori che sostengono di questa tesi citano i premi di illiquidità, i benefici della diversificazione e la repressione finanziaria.

Gli eventi del 2020 hanno permesso ai cio di accelerare il processo decisionale rendendolo più agile, traendo beneficio dalle dislocazioni del mercato. Per la maggioranza, questo non ha comportato alcun cambiamento nella governance, ma piuttosto una maggiore comunicazione e collaborazione in tutta la struttura.

Inoltre, il 60% degli intervistati ha dichiarato di investire nel settore insurtech, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Nel 2019 l’Asia-Pacifico è stata la regione ad aver maggiormente esplorato questo tipo di investimenti, ma nell’ultimo anno abbiamo assistito a una crescita dell’interesse anche nelle Americhe e nell’area Emea.

Infine, il 58% degli intervistati utilizza gli Etf all’ interno dei propri portafogli d’investimento: l’aumento di quest’anno è attribuibile alla continua adozione di questi strumenti da parte degli assicuratori europei.

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