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Esg, i 4 trend del dopo-pandemia

Regolamentazione e fisco favorevoli, mobilità green, reshoring della produzione e lavoro decentralizzato: ecco la nuova normalità Esg secondo RobecoSAM

L’epidemia di coronavirus non solo ha innescato una crisi economica di dimensioni storiche, ma ha impattato anche in modo sostanziale sulle tendenze Esg. I lockdown delle economie di tutto il mondo hanno infatti costretto le aziende a sospendere la loro attività a causa di interruzioni della supply chain o per proteggere la propria forza lavoro e messo in mostra i rischi di sistemi fragili, eventi di fat-tail e la loro estensione nell’economia reale. Inoltre, la società ha dovuto adattarsi ad un nuovo modo di vivere e cambiare le abitudini come in una sorta di ‘terapia d’urto’, secondo Rainer Baumann, head of investments di RobecoSAM, la crisi pandemica ha contribuito a creare una ‘nuova normalità’, che comprende anche l’affermarsi di forti tendenze ambientali, sociali e di governance. Per l’esperto sono quattro i trend Esg che si affermeranno fortemente nel post-Covid: regolamentazione e fisco favorevoli, mobilità green, reshoring della produzione e lavoro decentralizzato.

Stimolo fiscale e regolamentazione favorevole ai fattori Esg. “Il forte calo della crescita economica nel 2020 ha indotto i governi ad aumentare massicciamente la spesa fiscale per mitigare i danni e stimolare una rapida ripresa – spiega Baumann -. I programmi porteranno i governi a svolgere un ruolo più prominente negli affari economici e sociali, portando a una maggiore regolamentazione sia del comportamento aziendale che sociale. Questo implica la crescente socializzazione di alcuni settori dell’economia. Un aspetto positivo è che questa regolamentazione comporterà una forte considerazione dei fattori Esg. L’esempio più ovvio in questo caso è il Recovery Plan da 750 miliardi di euro dell’Unione Europea, che prevede il consistente finanziamento di imprese sostenibili al fine di accelerare la crescita. Le misure fanno parte del Green Deal dell’UE, che mira ad indirizzare l’Europa verso un continente ‘ad impatto zero sul clima’ entro il 2050”.

Cambiamento climatico e transizione dei consumatori verso un trasporto pulito. Le emissioni di gas serra dovute al settore della mobilità (auto, camion, aerei) sono un altro fattore chiave del riscaldamento globale. Di conseguenza, le autorità di regolamentazione stanno investendo in infrastrutture per i veicoli elettrici (ev), sovvenzionando l’acquisto di ev e modernizzando le infrastrutture ferroviarie. “Con questi incentivi – sostiene l’esperto -, ci aspettiamo che la spesa dei consumatori per questo tipo di tecnologie sostenibili aumenti rapidamente, nonostante i vincoli di bilancio dovuti alla crisi economica. Con molte case automobilistiche che ora offrono veicoli elettrici di nuova progettazione, i clienti si trovano di fronte a una maggiore scelta in termini di dimensioni, gamma, design e prezzo. Questo dovrebbe riuscire ad attirare gli acquirenti di auto tradizionali, poiché le precedenti perplessità, legate ad esempio alla mancanza di infrastrutture di ricarica, si riducono”.

Inoltre, a detta di Baumann, la crescente accettazione della nuova tecnologia, in combinazione con la consapevolezza delle persone del proprio contributo al cambiamento climatico, dovrebbe aiutare il mercato dei veicoli elettrici a crescere in modo esponenziale e quindi a generare una quota di mercato più elevata. “I trasporti pubblici e soprattutto le compagnie aeree sono stati duramente colpiti dalle restrizioni di viaggio legate al Covid-19 – sottolinea -. Molte autorità di trasporto in tutto il mondo hanno segnalato una drastica riduzione degli utenti come conseguenza del distanziamento sociale. Nell’immediato futuro, sembra piuttosto improbabile che il comportamento dei pendolari ritorni ai livelli precedenti la crisi orientandosi verso una pianificazione flessibile dei viaggi, che significa principalmente evitare i tipici orari di punta. Per il trasporto urbano, questa tendenza offre un ulteriore potenziale alle piattaforme di sharing, sia per le auto che per altri mezzi di trasporto, come ad esempio le biciclette”.

“Per i viaggi con distanze più lunghe – prosegue l’esperto -, ci sono forti segnali di come le persone sono sempre più disposte a evitare i viaggi in aereo a favore di videoconferenze o eventuali spostamenti con l’alta velocità ferroviaria. L’Europa e l’Asia, in particolare, offrono infrastrutture affidabili e sicure. In Europa, un’ulteriore armonizzazione del sistema ferroviario permetterà di ottenere collegamenti migliori, che diventeranno anche economicamente più competitivi quando i primi tentativi politici di imporre tasse più elevate sui voli a corto raggio daranno i loro risultati”.

Reshoring della produzione. Altro effetto del Covid è che molte aziende con attività internazionali hanno sperimentato la sfida di una grave mancanza di forniture: la globalizzazione delle supply chain e la produzione just-in-time hanno diminuito i costi di produzione in modo sostanziale per decenni, per poi mostrare improvvisamente il loro lato negativo. E per Baumann, le vulnerabilità del sistema, così come le interdipendenze tra aziende situate in diversi continenti, sono state un fattore chiave che farà riconsiderare a molte realtà il proprio portafoglio fornitori ed i siti di produzione.

“Per mitigare il rischio della supply chain, le società accelereranno gli sforzi per diversificare meglio i loro subappaltatori e per rilocalizzare una parte della produzione nel loro Paese d’origine – chiarisce -. Tuttavia, questo cosiddetto reshoring richiede anche maggiori investimenti nell’automazione e nella robotica. Tecnologie come la stampa 3D, l’intelligenza artificiale, la connettività dei dispositivi (IoT) e i robot che lavorano fianco a fianco degli gli esseri umani (Industria 4.0) possono sbloccare nuovi guadagni in quanto riducono la dipendenza da una produzione poco qualificata. Inoltre, tutto ciò ha anche implicazioni per il panorama produttivo globale, poiché parti più ampie di esso si avvicinano ai principali mercati di consumo finale. L’automazione consente una maggiore flessibilità nell’adattarsi al cambiamento della domanda, attenuando così i rischi per le aziende in caso di shock esterno”.

Lavoro decentralizzato e stile di vita sano. Infine, la pandemia ha aumentato la consapevolezza delle persone sul tema della salute personale, dopo che è diventato evidente quanto rapidamente un virus possa diffondersi e quanto vulnerabile possa diventare la società. “Pertanto, ci aspettiamo un cambiamento nella percezione della salute da parte delle persone quando riacquisteranno il controllo del proprio benessere, e si delineerà una maggiore richiesta di miglioramenti in termini di sicurezza e igiene – assicura Baumann -. Questo aspetto dovrebbe fungere da catalizzatore per le tecnologie ed i servizi che consentono esami, diagnosi e trattamenti più rapidi ed efficienti. Questo darà impulso al settore delle scienze biologiche, comprese le apparecchiature analitiche e di laboratorio, nonché la telemedicina ed i servizi sanitari digitali, come il monitoraggio a distanza”.

Sapendo che la diffusione del coronavirus può essere partita da un mercato di prodotti alimentari in Cina, l’esperto ritiene che i consumatori prenderanno decisioni più attente su dove e cosa mangiare. “Una tendenza in crescita è rappresentata da un’alimentazione più sana che coinvolge la nutrizione basata su prodotti vegetali – fa notare -, poiché le persone sono diventate più consapevoli dei molteplici problemi di salute associati alle diete a base di carne, ed è per questo che l’industria alimentare ha iniziato a sviluppare alternative alla carne e le più grandi catene alimentari mondiali ora includono queste opzioni dietetiche nei loro menu. Il veganismo è il nuovo stile di vita di molte persone”.

Inoltre, con il lavoro flessibile che sta diventando sempre più una realtà, la tendenza verso l’e-commerce e la consegna di generi alimentari subirà un’ulteriore accelerazione. “Ci aspettiamo che la consegna di alimenti si sposterà verso cibi di qualità. I ristoranti che prima si concentravano sull’offrire ai clienti un’esperienza di ristorazione raffinata in loco, ora si avventureranno nel nuovo business delle consegne a domicilio – continua l’esperto -. Oltre agli alimenti, il passaggio dalla vendita al dettaglio in presenza all’e-commerce continuerà man mano che sempre più persone comprenderanno i vantaggi dello shopping online”.

In questo contesto, le strategie Farm to Fork e Biodiversity dell’Unione Europea aggiungono una componente normativa. “La Commissione europea mira a rendere il sistema alimentare più equo, più sano e più rispettoso dell’ambiente. L’obiettivo di ridurre l’uso di fertilizzanti e pesticidi in agricoltura e di escludere ingredienti malsani negli alimenti e nelle bevande dovrebbe stimolare nuovi metodi di produzione e la riformulazione degli alimenti lavorati”, conclude.

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