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Fari puntati sugli Emergenti. Dove investire

Tra debito e mercati azionari, i Paesi in via di sviluppo offrono oggi numerose occasioni d’acquisto. La view di Invesco

Che si parli di debito o di azioni, i mercati emergenti oggi sono (o dovrebbero essere) in prima linea nei portafogli degli investitori. L’innovazione tecnologica sta facendo nascere diverse e interessanti opportunità, soprattutto in quei settori, come l’healthcare, oggetto di riforme strutturali. E per cogliere queste occasioni la strada maestra potrebbe essere quella degli Etf, grazie alla facilità di accesso a mercati in cui è difficile investire, ai costi contenuti e a un’esposizione ampia e diversificata.

Il debito emergente

“L’individuazione di opportunità nel debito dei mercati emergenti in valuta locale non è certo una novità, eppure riteniamo che questa asset class meriti uno sguardo fresco e diverso da parte degli investitori – commenta Gerry Evelyn, client portfolio manager di Invesco – Nel corso degli anni quest’area ha beneficiato di una crescita progressiva, nonché del miglioramento dei profili di credito dei Paesi, e i premi attuali, che viaggiano su livelli piuttosto elevati, risultano allettanti in un contesto di bassi rendimenti. Inoltre, alla luce dell’orientamento eccezionalmente accomodante di molti Paesi sviluppati e dei significativi output gap globali, che dovrebbero attenuare i timori di inflazione, siamo dell’idea che ci siano tutte le condizioni per consentire al debito emergente di valuta locale di prosperare”.

Fonte: Bloomberg L.P.

Il livello complessivo dei prezzi tra i tassi dei mercati emergenti resta interessante. Dopo le recenti oscillazioni, trainate dai tassi d’interesse Usa ma emulate anche dai tassi di gran parte dei mercati emergenti, le curve dei rendimenti si sono irripidite, fino a toccare picchi decennali, “creando opportunità eccezionalmente appetibili in termini di carry e roll down – puntualizza Evelyn – Mentre nei mercati sviluppati l’irripidimento delle curve dei rendimenti è necessario e ben accetto, nel mondo emergente le curve erano già estremamente scoscese, per cui la recente e ulteriore inclinazione ha creato un punto d’ingresso interessante”.

A oggi, il valore del debito emergente in valuta locale è pari a oltre il 20% del mercato obbligazionario globale, eppure le economie emergenti rappresentano fino al 50% del Pil mondiale. “È quindi evidente che vi sia spazio per un’ulteriore espansione del mercato – sottolinea Evelyn – Il protrarsi della crescita del mercato e la maggiore dispersione relativa dei rendimenti a livello nazionale creano uno scenario di ghiotte opportunità a livello di Paesi per i portafogli gestiti attivamente”.

Tra Cina ed healthcare

Guardando invece al mercato azionario, l’attenzione di Justin Leverenz, Cfa, Cio developing markets equities e senior portfolio manager di Invesco a New York, è tutta per la Cina e più in particolare per il mondo healthcare: “le profonde riforme del sistema sanitario cinese hanno favorito una forte espansione dell’ecosistema di ricerca e sviluppo in campo farmaceutico. Le aziende biotecnologiche cinesi ora sono in grado di rispettare i criteri di innovazione definiti dalle autorità regolatorie globali, tra cui quelle negli Stati Uniti e in Europa e questo vuol dire che potranno continuare a ottenere approvazioni di nuovi farmaci in altri Paesi”.

L’approvazione di un farmaco per il linfoma non-Hodgkin prodotto da BeiGene, concessa dalla statunitense FDA nel 2019 è stato il primo esempio “e ci aspettiamo ulteriori farmaci da BeiGene e altri – continua Leverenz – Prevediamo che le continue riforme conferiranno una notevole dinamica favorevole al settore nel prossimo decennio e, come investitori a lungo termine in quest’area, vediamo numerose opportunità”.

In particolare, Leverenz è convinto che le aziende biotecnologiche sono maggiormente in grado di prosperare in questo contesto di mercato: “oltre a trasformare la dinamica interna del Paese insieme al loro partner R&D in outsourcing, le aziende biotecnologiche cinesi sono destinate a svolgere un ruolo crescente a livello globale. E non è un caso che stiano diventando partner di primo piano per le multinazionali farmaceutiche e le imprese biotecnologiche che intendono accelerare le attività R&D in Cina e nel mondo”.

La via degli Etf

Insomma, le economie dei mercati emergenti sono tra quelle in più rapido avanzamento al mondo e possono offrire opportunità di crescita a lungo termine nell’ambito di un portafoglio di investimento globale. Occasioni che potrebbe essere colte attraverso lo strumento Etf, in grado di offrire un’esposizione ampia e diversificata alle economie e alle imprese locali, che altrimenti potrebbero non essere accessibili altrettanto facilmente. Per esempio, molti Etf azionari dei mercati emergenti replicano l’Indice Msci Emerging Market, cogliendo la performance di società a media e alta capitalizzazione all’interno di un bacino di 27 Paesi e 1.293 membri.

Per quanto riguarda il reddito fisso, invece, in genere gli Etf sul debito emergente replicano indici di ampia portata, capaci di offrire un accesso più diversificato attraverso lo spettro di scadenze, rating e credito nelle economie emergenti rispetto agli investimenti diretti in singole obbligazioni dei mercati emergenti.

E poi lo strumento Etf non solo consente di accedere a mercati in cui normalmente è difficile investire, ma sono anche più economici rispetto ad altri prodotti, in quanto tendono a esibire strutture di costo più basse e trasparenti rispetto alla maggior parte delle altre tipologie di investimenti. La commissione media ponderata per gli attivi degli Etf che replicano l’Indice Msci Emerging Markets si attesta attualmente poco al di sopra dello 0,20%, rispetto allo 0,45% nel 2018.

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