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Fate largo ai titoli di Stato cinesi

Per State Street Global Advisors, i governativi cinesi offrono rendimenti interessanti e apportano ai portafogli obbligazionari globali benefici di diversificazione 

Anche se i titoli di Stato globali hanno subito un sell-off, i governativi cinesi hanno mostrato una certa stabilità. Merito, da una parte, della ripresa economica più rapida della Cina e, dall’altra, dei persistenti afflussi nei suoi titoli di Stato. Secondo Michele Barlow e Yichan Shu, rispettivamente head of strategy & research Apac e senior investment strategist di State Street Global Advisors, la recente ondata di volatilità dimostra i benefici di diversificazione che i titoli di Stato cinesi possono portare nei portafogli obbligazionari globali, data la bassa correlazione dei titoli di stato cinesi con gli altri principali mercati obbligazionari.

“Da inizio anno ad oggi i mercati dei titoli di Stato a livello globale hanno assistito a un sell-off (facendo traballare i mercati azionari) trainato da un forte aumento dei rendimenti statunitensi – osservano i due esperti -. I titoli di stato cinesi, invece, si sono mossi a malapena, in parte a causa di una divergenza nella traiettoria della ripresa economica cinese, in parte per via degli afflussi di capitali stranieri”. 

Anche se i rendimenti dei titoli di stato cinesi hanno perso circa 65 punti in seguito alle chiusure che hanno interessato tutta l’economia, questi sono tornati rapidamente ai livelli registrati a inizio 2020 non appena si è registrata una riapertura dell’economia. “Al contrario – fanno notare Barlow e Shu -, i rendimenti dei titoli di stato statunitensi sono scesi più bruscamente (di circa 140 punti base), recuperando solo il 30% circa a fine anno”. 

“Anche i rendimenti dei bond sovrani nella maggior parte delle principali economie sviluppate hanno riportato un calo analogo a quello cinese ma, come nel caso degli Stati Uniti, non sono riusciti a ritornare ai livelli pre-pandemia – proseguono -. Finora, se guardiamo al 2021, i rendimenti dei titoli di stato statunitensi sono saliti di oltre 60 punti base, trascinando gli altri mercati obbligazionari, mentre i rendimenti dei titoli di stato cinesi hanno registrato una performance piuttosto modesta”. 

Per i due esperti va comunque sottolineato che, a parte Cina, Australia e Giappone, nessuno dei rendimenti dei titoli di stato decennali delle principali economie sviluppate ha raggiunto i livelli registrati all’inizio del 2020. “Questo – chiariscono – indica che probabilmente stiamo assistendo a una normalizzazione delle economie sviluppate che sono state sconvolte dalla pandemia”.

In ogni caso, stando a Barlow e Shu, la differenza della traiettoria dei rendimenti tra Cina ed economie sviluppate durante la crisi Covid-19 evidenzia i benefici di diversificazione che le obbligazioni governative cinesi potrebbero apportare nei portafogli obbligazionari globali. “Negli ultimi 15 mesi, quando ha raggiunto i livelli più ampi, il decennale cinese ha offerto una ripresa dei rendimenti di circa 250 punti base rispetto ai Treasury a 10 anni e attualmente si aggira intorno ai 170 punti base – concludono -. Questo dimostra che i titoli di Stato cinesi dovrebbero essere presi in considerazione nell’asset allocation dal momento che offrono rendimenti interessanti e considerando i benefici di diversificazione che possono portare ai portafogli obbligazionari globali”. 

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