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Investimenti, il portafoglio per battere l’incertezza

Tabula Im suggerisce di posizionare il ‘risk on’ su strumenti, settori e mercati liquidi e di dedicare parte del portafoglio a tematiche come l’inflazione

La recente euforia dei mercati potrebbe avere vita breve se non supportata da ulteriori notizie positive. Ne è convinto Michael John Lytle, ceo di Tabula Im, che agli investitori consiglia come mettersi al riparo dell’incertezza. La graduale uscita dal lockdown durante il periodo Natalizio potrebbe infatti far scattare una terza ondata proprio nel pieno del periodo invernale: nonostante le rassicuranti notizie sull’efficacia di diversi vaccini, in termini pratici, un’immunità di gregge (almeno il 60% della popolazione vaccinata) che permetta alle economie di tornare a funzionare ai livelli pre-pandemici, non si potrà ottenere prima del terzo o quarto trimestre 2021. E uno scenario del genere aggraverebbe ulteriormente la già pesante situazione dei fondamentali economici.

“Il mercato ha sempre ragione”, ricorda Lytle, e sono proprio i mercati che ci hanno insegnato l’altro detto altrettanto vero: “Buy the rumor, sell the news”.

“Anche se pensiamo che la volatilità dei mercati non raggiungerà i livelli visti a marzo 2020, suggeriamo di posizionare il ‘risk on’ su strumenti, settori e mercati liquidi e dedicare parte del portafoglio a tematiche come l’inflazione”, suggerisce l’esperto sottolineando come l’inflazione sia un’altra preoccupazione crescente tra gli investitori istituzionali. “La Federal Reserve statunitense si è impegnata ad adottare un nuovo regime d’inflazione, che consente di sforare il suo obiettivo storico del 2%, e il presidente eletto sarà probabilmente più favorevole ad una politica monetaria espansiva – osserva -. La scelta di Biden di nominare l’ex presidente della Fed Yellen per il segretario del Tesoro suggerisce uno stretto legame tra le future decisioni in campo fiscale e monetario”.

Gli esperti di Tabula ritengono quindi che questi fattori, combinati al calo della domanda/offerta, fanno sì che l’inflazione sia di nuovo un tema all’ordine del giorno.

“Quest’anno abbiamo assistito a una serie di importanti stimoli monetari che, combinati con una politica espansiva, hanno prodotto un impulso all’inflazione attesa – conclude Lytl -. Il bilancio del Federal Reserve Board è raddoppiato in sei mesi, e l’offerta globale di moneta è aumentata rispettivamente del 22% e del 14%, in termini di aggregato monetario ampio e ristretto, con tassi di crescita annuale risalenti al 1993 e al 2008. Il cambiamento di mandato della banca centrale e le nuove politiche fiscali stanno anche mettendo sotto pressione l’inflazione. L’amministrazione Biden entrante è impegnata a promuovere ulteriormente gli stimoli legati al Covid-19, compresi maggiori supporti diretti alle famiglie. Questo, unito alle future misure della Fed, potrebbe influenzare significativamente le prospettive dell’inflazione negli Stati Uniti”.

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