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Investitori, ecco i temi che domineranno il 2021

Covid, politica, ripresa, tassi ma anche il cambiamento climatico saranno i protagonisti del prossimo anno. L’outlook di T. Rowe Price

I temi chiave che domineranno il 2021 saranno sicuramente la pandemia e la politica, con gli stimoli fiscali, attualmente necessari, che dovranno essere gradualmente rimossi e sostituiti dal recupero di consumi e attività economica. In primo piano resterà anche la sfida del cambiamento climatico: le società che sfrutteranno la fase di ripartenza per accelerare su questo fronte saranno favorite nel lungo periodo. Questi temi sono stati al centro della prima edizione digitale del Global Market Outlook, conferenza stampa annuale organizzata a New York da T. Rowe Price, asset manager globale indipendente con circa 1.300 miliardi dollari in gestione, fondato nel 1937 a Baltimora, quotato sul Nasdaq dal 1986 e parte dell’indice S&P 500 e dell’indice S&P 500 Dividend Aristocrats. Diversi esperti della società sono intervenuti condividendo la propria view sull’impatto della pandemia, la situazione dei mercati e le opportunità di investimento a livello globale. Ecco quindi il vademecum 2021 per gli investitori.

Outlook per i mercati globali

Nei prossimi mesi, per traghettare il sistema economico verso la fase in cui il Covid-19 sarà più sotto controllo, a detta degli esperti di T. Rowe Price saranno necessari ulteriori stimoli fiscali. Finora, queste misure sono state concentrate a supporto dei settori più in difficoltà, delle piccole imprese e dei lavoratori licenziati o congedati per via dell’impatto sul business delle misure di distanziamento sociale e dei lockdown. Nel corso dell’anno prossimo, però, gli stimoli potrebbero rallentare, almeno in termini di ritmo di crescita, e ciò significa che l’attività economica e la spesa dei consumatori dovranno accelerare per compensare questo cambiamento.

Sul fronte monetario, il tasso di riferimento della Fed è ormai giunto alla soglia dello zero e la Banca Centrale non sembra disposta a portare i tassi in territorio negativo. Data la gravità del rallentamento economico e il nuovo framework recentemente adottato dalla Fed, è molto improbabile che i tassi verranno alzati per diversi anni. E ovviamente, scondo gli analisti T. Rowe Price questo quadro ha implicazioni importanti per i mercati e gli investitori. Innanzitutto, le azioni appaiono meno costose dei titoli di Stato, che da qui in poi non saranno in grado di offrire diversificazione ai portafogli come in passato. In secondo luogo, la ricerca di rendimenti è destinata a proseguire, generando ritorni positivi sui mercati del credito.

Finora, le aree del mercato che hanno ottenuto i risultati migliori durante la pandemia sono le stesse che avevano registrato le performance più solide prima del suo scoppio. I titoli growth hanno sovraperformato rispetto a quelli value, le large-cap rispetto alle small-cap e i mercati Usa rispetto a quelli internazionali. Tuttavia, per la prossima fase vi è la possibilità di una significativa rotazione da growth verso value, e gli investitori potranno approfittare degli asset con caratteristiche cicliche a buon mercato, all’interno di small-cap, high yield ed Emergenti. In ogni caso, data l’incertezza, sarà importante mantenere una buona diversificazione tra i due stili.

“Inizialmente lo shock sul Pil provocato dal coronavirus è stato senza precedenti, ma anche il ritmo della ripresa è stato storicamente rapido – spiega Sébastien Page, head of global multi-asset -. Data la mancanza di squilibri strutturali significativi all’avvio della crisi e la natura temporanea del problema, l’economia globale potrebbe essere in grado di riprendersi più rapidamente di quanto temuto inizialmente”.

Focus sul settore healthcare

Un settore particolarmente sotto i riflettori a causa della pandemia è quello dell’healthcare. Innanzitutto, il Covid-19 ha cambiato il modo con cui molte persone fruiscono delle cure mediche, accelerando l’adozione della telemedicina, che ha dimostrato di offrire numerosi benefici ai pazienti in termini di accessibilità, costi ed efficienza nel fornire le cure. Inoltre, vi sono molteplici tecnologie e piattaforme che stanno contribuendo allo sviluppo di un vaccino per il Covid-19, che sarà auspicabilmente disponibile all’inizio del 2021.

Dal punto di vista degli investimenti, per gli esperti di T. Rowe Price è probabile che la pandemia spingerà gli investitori a imporre un premium ancora maggiore sull’innovazione e sulle piattaforme per lo sviluppo di farmaci. Ciò dovrebbe creare maggiore dispersione nel settore tra vincitori e vinti. Inoltre, il Covid-19 ha incrementato gli investimenti in biotecnologie, strumenti per le ‘scienze della vita’ e manifattura.

“Sebbene monitoriamo costantemente l’impatto della pandemia, adottiamo un approccio di lungo termine all’investimento – afferma Ziad Bakri, gestore della strategia Health Sciences -. In questo senso, siamo fortemente convinti che a guidare il settore saranno le società che forniscono terapie per un ampio range di condizioni mediche, cercano di migliorare gli standard di cura, rispondono a bisogni clinici non ancora soddisfatti, e offrono servizi che migliorano l’accessibilità dell’assistenza sanitaria. Nel complesso, i fondamentali dell’healthcare restano solidi”.

Focus sul cambiamento climatico

Finora, il cambiamento climatico ha avuto un impatto significativo sulle valutazioni solo di alcuni specifici settori (ad esempio quello delle utility) e anche in questi casi i prezzi azionari sono ben lontani dal riflettere interamente le implicazioni di lungo termine per le società. Raggiungere alcuni tra i target di riduzione delle emissioni fissati per il 2020 sarà cruciale per determinare la traiettoria futura del riscaldamento globale. Ciò avrà implicazioni importanti per la società nel complesso. Le aziende che saranno in grado di adattare il proprio business saranno favorite sul lungo periodo. Ciononostante, molte società ancora oggi non forniscono informazioni sufficienti per consentire agli investitori di valutare il possibile impatto dei fattori ESG sulla performance finanziaria.

“Crediamo che analizzare il posizionamento di una società rispetto ad alcuni specifici fattori ambientali e sociali sia spesso utile per mettere in luce le prospettive di successo future – conclude Maria Elena Drew, director of research, responsible investing -. Integriamo i fattori Esg nel nostro processo di investimento in modo proattivo e sistematico grazie al nostro modello proprietario RIIM. Il cambiamento climatico rappresenta una sfida importante non solo per il Pianeta, ma anche per il nostro universo di investimento. Ci adoperiamo attivamente per incoraggiare una maggiore disclosure da parte delle società e per esercitare i nostri diritti di voto da azionisti per conto dei nostri investitori”.

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