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Maxi emissione per Bnp Paribas: 57 certificati su indici e azioni

cerrtificati premi fissi

I nuovi Bonus Cap hanno scadenza a 6 e 12 mesi e rendimenti potenziali compresi tra il 5% e il 32%

Sono ben 57 i nuovi certificati Bonus Cap che Bnp Paribas ha lanciato in Borsa, la più numerosa emissione di sempre, che include sia i principali indici europei che le azioni più rilevanti, puntando anche ad una buona diversificazione sia in termini di barriere di protezione che in termini di settori di appartenenza. 

Per quanto riguarda questi ultimi infatti, Bnp Paribas ha puntato non solo sui classici indici italiano ed europeo, Ftse Mib ed Eurotoxx50 rispettivamente, ma anche e soprattutto sui settoriali: Eurostoxx Banks, Eurostoxx Oil & Gas e Eurostoxx Basis Resouces consentono di investire con una protezione rispettivamente sulle principali aziende a maggiore capitalizzazione in Europa nei settori bancario, energetico e delle materie prime. Ancora più diversificata la lista delle azioni sottostanti l’emissione, che variano dal classico bancario e assicurativo all’energetico, passando per il settore dei trasporti, l’industriale, l’automotive, il farmaceutico e i beni di consumo.

L’aspetto più interessante di questa emissione però, è rappresentata da scadenze rispettivamente a giugno e a dicembre 2021: la nuova gamma di certificati Bonus Cap infatti prevede proposte sia a 6 mesi che a un anno, rispondendo in questo modo alle esigenze degli investitori di protezione e rendimento su un orizzonte temporale di breve periodo. A fronte di scadenze a 6 mesi o a un anno, i nuovi Bonus Cap offrono rendimenti potenziali compresi tra il 5% e il 32%. Una delle caratteristiche di questi certificati è infatti quella di “monetizzare la volatilità”; quando è elevata, come in questo periodo, consente di emettere prodotti con barriere molto profonde, assicurando un “cuscinetto” rispetto a possibili ulteriori discese dei corsi fino al 40%.

I certificati Bonus Cap consentono di ottimizzare il portafoglio rispetto all’investimento diretto in azioni o indici. Inoltre, a scadenza, permettono di ottenere un Bonus se nel corso della vita del certificate il sottostante non ha mai raggiunto un valore pari o inferiore alla barriera continua. Infatti, è possibile guadagnare anche in caso di ribassi moderati delle azioni sottostanti, compresi tra il 60% e l’80% del valore iniziale a seconda del prodotto selezionato.

Se invece si verifica l’evento barriera, a scadenza il certificate non paga il bonus, ma un importo proporzionato all’effettiva performance del sottostante. In questo caso sono possibili due scenari: l’investimento si può concludere con un ritorno se il valore finale del sottostante è superiore a quello iniziale e il guadagno rimane comunque limitato dal livello del cap. Si verifica una perdita del capitale investito commisurata alla performance negativa del sottostante, se il valore finale del sottostante stesso è inferiore al valore iniziale.

I certificati Bonus Certificate sono rivolti a un investitore che ritiene che una certa azione o un determinato indice azionario possa mantenere nel periodo di vita del certificato un andamento “laterale”, cioè all’interno di un determinato range. In tal caso a scadenza l’investitore guadagna il bonus, ossia ottiene un rendimento prefissato sul proprio investimento. Per queste caratteristiche ricorrono ai Bonus Cap anche risparmiatori provenienti da un mercato obbligazionario dai rendimenti ormai molto risicati, se non addirittura negativi, ma che non si sentono ancora preparati ad investire direttamente nei mercati azionari, caratterizzati da un maggior livello di rischio.

Ad esempio, il Bonus Cap su Unicredit pagherà a scadenza un premio di 113 euro se durante tutta la vita del certificate il titolo si è sempre trovato al di sopra del prezzo barriera (6,3864€). Qualora Unicredit Italia tocchi la barriera continua nel corso della vita del certificate, a scadenza l’investitore riceve un importo commisurato alla performance del sottostante. Se tale performance è positiva, il certificate scade e paga il valore nominale (100 €) più il rendimento di Unicredit (per un valore massimo pari a 13 euro), se invece è negativa ci sarà una conseguente perdita sul capitale investito (100 € per certificate).

Ancora più di altri certificati, che nascono per essere tenuti fino a scadenza, i Bonus Cap ben si adattano ad essere venduti anche durante la vita del prodotto, quando la quotazione del bonus si avvicina al cap: proprio per rendere ancora più efficiente questo tipo di operatività, Bnp Paribas ha deciso di ridurre ulteriormente gli spread (la differenza tra il prezzo denaro e la lettera), che per i Bonus Cap è di soli 50 punti base per le azioni, scendendo addirittura a 30 punti base per alcuni indici.

In particolare Bnp Paribas ha lanciato 59 Bonus Cap Certificate su indici e azioni di primarie società quotate, italiane e straniere: Adidas, Air France, ArcelorMittal, Banco Bpm, Bayer, Commerzbank, Deutsche Bank, Enel, Eni, Ferrari, Fiat, Generali, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Lufthansa, Mediobanca, Michelin, Saipem, Societe Generale, ST Microelectronics, Telecom Italia, Tenaris, Unicredit, Volkswagen, Zalando, Euro Stoxx Banks, Euro Stoxx Resources, Euro Stoxx Oil and Gas, Ftse Mib, Euro Stoxx 50.

“Questa emissione vuole rispondere alla domanda di investimenti a breve scadenza e con protezione in questo periodo di forte incertezza – ha spiegato Nevia Gregorini, head of exchange traded solutions di Bnp Paribas Corporate & Institutional Banking -. I Certificate Bonus Cap offrono la possibilità di ottenere un rendimento interessante attraverso diversi profili di rischio-rendimento, al tempo stesso proteggendo il capitale investito da moderati ribassi grazie alle barriere poste al 60% e 80% del valore iniziale”.

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