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Mercati Emergenti, allarme rosso

S&P Global Ratings: “Per ora manteniamo invariate le nostre proiezioni di crescita del Pil, ma i rischi di ribasso stanno aumentando” 

La ripresa nei mercati emergenti è a rischio. È quanto emerge dal rapporto di S&P Global Ratings “Emerging Markets Monthly Highlights: Can The Economic Recovery Withstand The New Wave?”, secondo cui sta salendo nella regione il pericolo di nuovi lockdown prolungati, mentre la pandemia peggiora ulteriormente. Stando infatti all’analisi, il ritmo delle campagne vaccinali è aumentato nella maggior parte dei mercati emergenti il mese scorso, ma i progressi non sono abbastanza rapidi per frenare il recente aumento di nuove infezioni giornaliere che, in alcuni casi, toccano nuovi massimi. 

Il report sottolinea che in diversi Paesi sistemi sanitari pubblici sono al limite o vicini alla saturazione e di conseguenza molti governi già lo scorso mese hanno ripristinato le misure di lockdown. Pesano poi anche le crescenti preoccupazioni sull’efficacia di alcuni vaccini, che potrebbero aumentare la cautela tra i politici e incoraggiarli a mantenere le restrizioni più a lungo.

“Per ora manteniamo invariate le nostre proiezioni di crescita del Pil, ma i rischi di ribasso stanno aumentando – scrivono gli esperti di S&P Global Ratings -. L’impatto dei lockdown sull’attività economica è molto più basso rispetto all’inizio della pandemia di un anno fa. Inoltre, la resilienza del commercio sta sostenendo i settori manifatturiero e delle materie prime, anche durante i lockdown. Ciò significa che ci aspettiamo ancora una performance più forte nel secondo trimestre rispetto al primo nella maggior parte degli EM. Tuttavia, se le chiusure verranno estese ulteriormente nel secondo trimestre, la nostra aspettativa di una forte ripresa dell’attività in quello stesso trimestre potrebbe diventare troppo ottimistica”.

Per gli analisti Usa, inflazione e politica monetaria sono su percorsi divergenti. “Ci si aspettava ampiamente che l’inflazione headline su base annua aumentasse sensibilmente tra la fine del primo e l’inizio del secondo trimestre di quest’anno, a causa degli effetti di base delle condizioni disinflazionistiche dell’anno scorso, dell’aumento dei prezzi dell’energia e, in alcuni casi, dell’impatto della debolezza di alcune valute. Ma ci sono state sorprese al rialzo, e l’inflazione di base sta aumentando in diverse economie”, chiariscono sottolineando come mentre la maggior parte delle banche centrali probabilmente manterrà bassi i tassi di interesse per sostenere la crescita, si sta facendo pressione perché alcune inizino un percorso di normalizzazione. “I mercati stanno scontando possibili rialzi nei prossimi 12 mesi in diversi Paesi emergenti”.

Secondo gli esperti di S&P Global Ratings, le condizioni di finanziamento rimangono favorevoli, ma i rendimenti interni a lungo termine stanno iniziando a salire. “L’impatto dell’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi a lungo termine, che solleva preoccupazioni per i deflussi di capitale dai Paesi emergenti, combinato con l’aumento dell’inflazione, ha contribuito ad aumentare i rendimenti delle obbligazioni nazionali emergenti. Ciononostante, sono ancora bassi rispetto agli standard storici, e il trend di emissione di società e governi dei Paesi emergenti resta favorevole, con spread vicini ai minimi toccati di recente”, concludono.

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