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Tre driver e tre rischi per il rally dei mercati

Per T. Rowe Price, la corsa ha portato a valutazioni gonfiate e a un accumulo di posizionamenti degli investitori. Ma le ragioni che spingono i prezzi degli asset superano le minacce

Dalle elezioni Usa in poi i prezzi degli asset hanno cominciato a salire. E la domanda che ora si pongono gli investitori è se questo rally sui mercati del rischio continuerà? Per Nikolaj Schmidt, chief international economist di T. Rowe Price, è possibile che prosegua dato che è sostenuto da tre forti driver. Ma si possono intravedere tre rischi all’orizzonte.

Il primo driver che ha sostenuto il rally, è il focus sul ciclo economico. “Si è tentati ad attribuire il rally al risultato delle elezioni Usa. Personalmente – spiega Schmidt -, ritengo che dipenda semplicemente dal fatto che sono passate, lasciando i mercati con una cosa in meno a cui pensare. Gli investitori prima delle elezioni erano talmente preoccupati da non accorgersi che ci trovavamo nella fase iniziale di un nuovo ciclo espansivo. Post-elezioni, gli investitori si sono spostati su una nuova narrativa: sostenuti dagli sviluppi sul fronte vaccini, si sono concentrati sul ciclo economico, e ritengo che ciò sia stato uno dei driver del rally”.

Il secondo driver è stata, a detta dell’economista, la prospettiva di importanti stimoli negli Usa. “L’anno scorso – argomenta – la Fed ha adottato un approccio flessibile al target di inflazione, che permetterà di mantenere la politica monetaria accomodante finché non vi saranno miglioramenti economici. Allo stesso modo, viste le continue sfide poste dalla pandemia, riteniamo che vi sia un rischio contenuto che le autorità inizino anche solo a parlare di un tightening fino alla metà dell’anno. Ciò, combinato con la vittoria democratica al ballottaggio in Georgia, ha migliorato notevolmente le prospettive per gli stimoli fiscali”.

L’ultimo driver è stato lo sviluppo di diversi vaccini. “Gli investitori vivono nella speranza che entro giugno potremo esserci lasciati alle spalle la pandemia – osserva Schmidt -. Dovessimo essere così fortunati, ciò ridurrebbe l’incertezza e porterebbe a un boom economico”.

Quanto ai tre rischi che potrebbero minare il rally dei mercati, il primo è l’aumento dell’inflazione. “Innanzitutto – chiarisce l’economista -, l’espansione fiscale prevista dall’amministrazione Biden è estremamente ampia, e gran parte di essa avrà effetti sull’economia reale verso la fine della primavera, esattamente quando ci aspettiamo un rimbalzo, con le condizioni stagionali che permetteranno di ridurre le restrizioni”. Ciò potrebbe portare a un rapido aumento delle pressioni su inflazione e stabilità finanziaria, e quindi a un tightening? È possibile per l’esperto, secondo cui però la Fed si prenderà prima una pausa per valutare se l’aumento dei prezzi è dovuto alla riapertura o se si tratta di pressioni inflazionistiche genuine sintomo di un’economia che opera a pieno ritmo. “In ogni caso – precisa -, quando le banche centrali lasciano spazio a pressioni inflazionistiche che non siano di natura assolutamente temporanea, la valuta tende a deprezzarsi. Questo non è di buon auspicio per il dollaro, un primo indicatore della propensione al rischio”.

Il secondo rischio riguarda l’efficacia dei vaccini. Alcune notizie non sono state incoraggianti: ci sono state varie mutazioni del virus, che hanno fatto emergere dubbi riguardo all’efficacia degli attuali vaccini. “Dato che le mutazioni continueranno – evidenzia Schmidt -, c’è il rischio che non saremo in grado di lasciarci il coronavirus alle spalle nel 2021. A mio avviso, dato il rapido accumulo di posizioni di rischio lunghe sul mercato, la politica fiscale e monetaria ultra accomodante difficilmente riuscirà a coprire le crepe che avrebbero origine dalla possibile inefficacia dei vaccini a causa delle mutazioni del virus”.

Infine la Cina, la cui economia ha registrato una ripresa straordinaria dalla recessione indotta dal Covid-19, raggiungendo il punto in cui le misure di stimolo vengono rimosse. “Uno dei principali focus delle autorità è di riportare gradualmente il Paese sul percorso di deleveraging, per ridurre qualsiasi rischio finanziario che se mal gestito potrebbe porre sfide alla leadership in carica. Sebbene i policymaker abbiano indicato che il tightening avverrà in modo graduale, porremo particolare attenzione all’operato della banca centrale cinese”, sottolinea l’esperto.

Nonostante i rischi, secondo Schmidt, lo scenario più probabile è una continuazione del rally. “I mercati del rischio sono entrati in rally, portando a valutazioni gonfiate e accumulo di posizionamenti degli investitori. Tuttavia – conclude -, in generale, ritengo che i driver che spingono i prezzi degli asset superino i rischi e che quindi i prezzi continueranno a salire. Sebbene sia possibile che l’aumento delle posizioni rischiose porterà a un rapido aggiustamento, sono incline a ritenere la correzione dei prezzi (se non accompagnata da un peggioramento dei fattori di rischio descritti) come un’opportunità piuttosto che come il segno di un peggioramento in arrivo”.

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