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Nuovo fondo Esg sugli Emergenti targato Franklin Templeton

Il fondo mira a investire in un portafoglio high conviction che annovera 30-50 titoli dei mercati emergenti con un orizzonte di investimento di cinque anni

Franklin Templeton ha lanciato in Italia il Templeton Emerging Markets Sustainability Fund, un comparto della gamma della SICAV lussemburghese Franklin Templeton Investments Funds (FTIF). Questo nuovo fondo sarà co-gestito da Andrew Ness e da Chetan Sehgal, rispettivamente dai centri d’investimento di Edimburgo e Singapore della società, entrambi portfolio managers del Franklin Templeton Emerging Markets Equity team (Fteme), lo stesso team che gestisce la strategia di successo Templeton Global Emerging Markets.

L’obiettivo di investimento del fondo è quello di cercare la rivalutazione del capitale investendo principalmente in società domiciliate, costituite o quotate nei mercati emergenti o in via di sviluppo (ME) a livello globale e che dimostrino buoni criteri di sostenibilità o in fase di miglioramento. Il fondo cerca società i cui prodotti e servizi siano allineati a una o più delle sei aree con ricadute positive sulla sostenibilità legate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdg) delle Nazioni Unite. Le sei aree sono: Necessità Fondamentali, Benessere, Lavoro Dignitoso, Ecosistemi Sani, Stabilità Climatica e Sicurezza delle Risorse.

Il fondo applicherà anche delle specifiche esclusioni Esg e non investirà in società coinvolte in armi, tabacco, nell’estrazione di carbone e petrolio e gas non convenzionali o le cui azioni abbiano violato l’accordo Global Compact delle Nazioni Unite.

Il fondo mirerà a investire in un portafoglio high conviction che annovera 30-50 titoli dei mercati emergenti con un orizzonte di investimento di cinque anni. L’analisi Esg è una parte fondamentale del processo d’investimento e ogni investimento verrà analizzato per soddisfare i criteri del framework proprietario di inclusione Esg bottom-up a tre pilastri, che misura l’allineamento dell’azienda ad aree ambientali e/o sociali con ricadute positive, l’intenzionalità a mantenere o migliorare l’impronta Esg del modello operativo dell’azienda, e il potenziale di transizione per il miglioramento attraverso il coinvolgimento come proprietari attivi.

“Il nostro quadro di inclusione Esg a tre pilastri rigoroso e olistico comporta che, oltre ad investire in società che dimostrino buoni criteri di sostenibilità, possiamo investire in società che potrebbero essere imperfette e creare un impatto sugli investitori impegnandoci attivamente con queste società per migliorarle – ha spiegato Ness -. Riteniamo che il nostro ruolo principale come amministratori del capitale dei nostri clienti sia quello di impegnarci nella sua allocazione, gestione e supervisione responsabili per creare valore a lungo termine per i nostri investitori”.

“Il nostro focus filosofico è sull’inclusione positiva e sul miglioramento della sostenibilità – ha aggiunto Julie Moret, global head of Esg di Franklin Templeton -. Il fondo adotta un framework proprietario che riflette i principali megatrend dei mercati emergenti come i cambiamenti demografici, l’urbanizzazione e le innovazioni tecnologiche, che aprono nuove opportunità grazie alla maggiore consapevolezza del tema sostenibilità nei paesi emergenti”.

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