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Titoli wellness per un portafoglio in salute

Calef (Notz Stucki ): “Privilegiamo le società che hanno consolidato il loro brand con le nuove generazioni, proponendo canali di distribuzione efficienti con un ampio utilizzo del digitale”

In molti sono convinti che la correzione degli indici azionari potrebbe essere salutare. In due sensi. Sia perché da un po’ di tempo le valutazioni di alcuni titoli hanno raggiunto livelli significativamente elevati, spinte soprattutto dalla forza delle big del settore tecnologico statunitense, sia perché potrebbe essere il momento giusto per puntare sul wellness. 

Quanto alla corsa degli indici, per timore che tali livelli potessero risultare insostenibili e per via dell’ondata di volatilità causata dalla speculazione sui derivati, nel giro di quest’ultima settimana molti investitori hanno deciso di far cassa, portando il Nasdaq a lasciare sul terreno quasi 10 punti percentuali. “Tuttavia, al momento, la discesa non ha ancora compromesso il recupero del mercato Usa – fa notare Giacomo Calef, country manager di Notz Stucki -. Sottolineiamo che l’S&P 500 ed il Nasdaq, da inizio anno al 10 settembre, totalizzano ancora una performance positiva, rispettivamente +3% e +21% circa. Si consideri però che con l’imminente inizio dell’autunno i fattori di rischio non mancheranno e sarà difficile fare delle previsioni sul percorso che tracceranno le Borse americane (elezioni presidenziali, andamento della situazione sanitaria e corsa al vaccino)”.

D’altra parte, invece, le vere ritardatarie del rimbalzo post-crollo di marzo sono state le azioni europee, che corrispondono in prevalenza al cosiddetto segmento value. In quest’ultimo rientrano titoli generalmente sottovalutati dal mercato, poiché si ritiene che, riferendosi spesso ad aziende

appartenenti ai settori più maturi, non abbiano un interessante potenziale di crescita oppure che i dati di bilancio riflettano delle possibili difficoltà per il futuro. E in questo particolare periodo di crisi, nella maggior parte dei casi, tali titoli corrispondono ad aziende esposte al ciclo economico, che in questo momento si trova ancora in una fase di contrazione. 

“Pertanto – prosegue Calef -, analizzando l’indice Msci Europe che da inizio anno perde ancora più del 10%, si può notare come ben il 30% dell’azionario europeo sia costituito da titoli finanziari ed industriali, che stentano ancora il recupero, reso ancora più difficile da un lieve peggioramento dei dati economici di agosto”. 

Ma si potrebbe quindi dire che la correzione sui titoli tech Usa sia stata salutare e che potrebbe essere il preludio di una rotazione verso i titoli value, potenzialmente favoriti in caso di rimbalzo economico? “Sarà un tema di cui parleremo più avanti, nel frattempo noi continuiamo a tener sotto controllo l’andamento dei mercati, l’evolversi dei dati economici e, soprattutto, il trend dei contagi – spiega l’esperto -. In ogni caso, noi ad oggi, grazie all’intervento tempestivo di alleggerimento della componente azionaria, fatta tra giugno e luglio, abbiamo portato a casa i profitti ottenuti durante la fase di rimbalzo e moderato la volatilità dei portafogli, in vista della possibile ondata di volatilità che potrà contraddistinguere i prossimi mesi”.

Calef sottolinea però anche un altro aspetto. Settembre significa tempo di ritorno a scuola e quest’anno avverrà in un contesto molto particolare. Le nostre abitudini sono state sconvolte negli ultimi mesi e la mobilità sociale è stata ridotta, ma è venuta a crearsi una certa consapevolezza del nostro benessere e dell’ambiente in cui viviamo, a detta dell’esperto. Nella fase di quarantena il distanziamento sociale ci ha costretto ad adattarci e cercare diversi modi per curare il proprio benessere durante questo periodo, dovendo fare esercizio fisico a casa e, nella maggior parte dei casi, tramite corsi online. Poi, una volta terminato il lockdown, le persone si sono affidate alla cosiddetta soft-mobility per gli spostamenti e ciò ha scaturito un boom nelle vendite di biciclette, soprattutto per quanto riguarda le e-bike, con cui hanno sfruttato l’occasione per poter fare del bene a se stesse e all’ambiente. 

“Noi, a tal proposito, da diversi anni apprezziamo il tema di investimento riguardante la ricerca del benessere (wellness), spinto in particolar modo dalle abitudini di consumo delle nuove generazioni – afferma Calef -. Facciamo riferimento proprio al benessere personale, i cui benefici si traggono attraverso l’attività fisica, per cui operano sul mercato molte aziende di abbigliamento e attrezzatura sportiva. A marzo, pertanto, abbiamo incrementato la porzione del nostro portafoglio investita in questa tematica, privilegiando però quelle società che nel corso degli anni hanno consolidato il loro brand con le nuove generazioni, proponendo canali di distribuzione efficienti ed implementati con un ampio utilizzo del digitale”. 

Gli investitori, negli ultimi mesi, hanno aumentato significativamente il peso degli investimenti azionari in tecnologia e la sanità, ma anche questo settore, quello del wellness, ha registrato una forte ripresa. “Queste aziende hanno sicuramente beneficiato del trend rialzista dei mercati globali, ma siamo convinti che le nuove abitudini potranno in parte rimanere e che la pratica dello sport, sia in casa che all’aria aperta, continuerà ad aumentare”, evidenzia l’esperto, secondo cui la mobilità sta riprendendo in tutto il mondo, ma si rende necessario porre un focus sulla Cina, che sta ricoprendo un ruolo importante nella forte crescita del segmento dell’activewear (ovvero abbigliamento sportivo)-

“Il numero dei maratoneti cinesi è superiore rispetto a cinque anni fa e il governo ha fissato obiettivi ambiziosi per la costruzione di impianti sportivi, concedendo degli sgravi fiscali per le società impegnate in attività sportive. A nostro avviso, il vivido interesse che si è manifestato per questo tema di investimento potrà continuare anche nel prossimo futuro, infatti il wellness è incluso in quelli che noi definiamo Quality Trend, in cui abbiamo investito una fetta importante dei nostri portafogli”, conclude.

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