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Value, la strategia per vincere

Dal settore finanziario a quello della carta e del legno: come scovare le migliori opportunità secondo T. Rowe Price

Le azioni value sono finite sotto pressione, con l’incertezza che ha spinto gli investitori ad accorciare il proprio orizzonte di investimento, affollandosi attorno ai vincitori secolari ed evitando i titoli ciclici. Ma non è il caso di diperare, secondo Heather McPherson e John Linehan, co-gestori del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – US Large-Cap Value Equity di T. Rowe Price, secondo cui è possibile identificare opportunità nei titoli i cui rischi secolari non sono valutati correttamente dal mercato.

“Le sfide per i titoli value sono aumentate nella prima metà dell’anno – spiegano -. In alcuni settori, il danno economico derivante dalla pandemia di coronavirus si è sommato a venti contrari secolari, molti dei quali legati all’innovazione tecnologica. La crisi ha anche accelerato l’adozione di tecnologie disruptive, come e-commerce, streaming e strumenti cloud per il lavoro da remoto. Inoltre, la paura e l’incertezza hanno spinto gli investitori a preferire titoli growth ben conosciuti, senza badare più di tanto alle valutazioni”.

Al di là delle difficoltà di breve termine, la sottoperformance del value che prosegue dal 2005 ha coinciso con un periodo di innovazione diffusa, che ha messo in crisi certi settori prosciugandone i profitti o introducendo pressioni deflazionistiche che ne hanno compresso i margini. Per gran parte di questo periodo, secondo McPherson e Linehan la sovraperformance dei principali titoli growth è stata meritata alla luce dei fondamentali.

Al contrario, i fondamentali hanno avuto un ruolo minore nella sovraperformance dei titoli growth dall’inizio della pandemia. In questo periodo, l’eccessiva concentrazione del mercato sulla crescita secolare e un’estrema avversione nei confronti dei rischi ciclici hanno contribuito a restringere la leadership di mercato. “Basta pensare che Microsoft, Apple, Amazon, Facebook e Alphabet alla fine di giugno rappresentavano più del 21% dell’indice S&P500 e a loro sono riconducibili 480 punti base di crescita dell’indice da inizio a metà anno – sottolineano -. La tendenza del mercato ad investire nei secular grower ad ogni costo e la riluttanza ad assumere qualunque esposizione ciclica spiega perché il 92% dei titoli dell’indice Russel 1000 Growth ha sovraperformato l’indice Russel 1000 Value nel periodo di 12 mesi che si è concluso a fine giugno. Questo trend ha portato il divario di valutazione tra growth e value sui livelli più alti dall’inizio degli anni 2000”.

Nonostante questo, McPherson e Linehan sono convinti che questi eccessi alla fine verranno riassorbiti o diminuiranno, anche se non fanno previsioni sulle tempistiche di questa inversione. “Al contrario, riteniamo opportuno continuare a concentrarci sul trovare società di elevata qualità che scambiano al di sotto del proprio valore intrinseco, per via di qualche distorsione a breve termine che, in base alla nostra ricerca fondamentale, può risolversi nel tempo. In altre parole, non guardiamo ai titoli più a buon mercato, ma a quelli le cui valutazioni sono più attraenti in relazione alle loro prospettive di lungo termine”, precisano.

Come trovare le migliori opportunità? Per i due gestori, un modo è individuare i casi nei quali il mercato non comprende appieno i potenziali rischi secolari che una società si trova ad affrontare.

“Le valutazioni possono aiutare ad orientarsi in questo senso – avvertono -. Ad esempio, crediamo che il settore finanziario includa molti titoli a buon mercato per via delle preoccupazioni legate all’impatto della debolezza economica sulla qualità del credito bancario e delle assicurazioni, e agli effetti dei tassi bassi sui risultati finanziari”.

Ovviamente non basta essere a buon mercato. “Ad esempio – chiariscono -, rimanendo nel settore finanziario, preferiamo concentrarci su titoli il cui potenziale di rialzo dipende da fattori specifici e idiosincratici per una certa azienda (ad esempio, una riduzione dei costi o rischi di credito più bassi per via di cambiamenti implementati dopo la crisi del 2008-09) che possono aiutarla a rivalutarsi rispetto ai suoi peer”.

McPherson e Linehan vedono opportunità anche in aree dove il mercato ha prezzato rischi ciclici come se fossero secolari, trascurando il potenziale di miglioramento dei fondamentali della società e del settore. “Ad esempio, le nostre ricerche segnalano un potenziale innalzamento delle curve dei costi nel settore della carta e della produzione di legno, che dovrebbe sostenere i prezzi dei prodotti e migliorare i margini di profitto per il comparto – sostengono -. Tra i vari fattori, riteniamo che il crescente uso della carta al posto della plastica per il packaging sia un catalizzatore di lungo periodo. Un esempio di società attiva in questo ambito è l’americana Weyerhaeuser. Se da un lato le sfide cicliche a breve termine hanno costretto la società a sospendere i dividendi, dall’altro rimaniamo convinti dell’outlook favorevole per la domanda nel settore e dei possibili venti favorevoli legati al ruolo delle foreste nel ridurre i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera”.

Per i due gestori ci sono opportunità per acquistare vincitori secolari quando stanno affrontando controversie che generano valutazioni attraenti. Un esempio è Qualcomm: questa società di microchip può beneficiare dello sviluppo globale della rete 5G, ma ha dovuto affrontare molte sfide idiosincratiche negli ultimi anni, tra cui vicende legali che hanno sollevato dubbi sugli accordi di royalty con Apple e Samsung.

“Quando si investe nel value – concludono McPherson e Linehan -, le tesi di investimento richiedono tempo per realizzarsi. Il contesto macroeconomico incerto dovuto alla pandemia potrebbe in parte allungare ulteriormente queste tempistiche. Tuttavia, siamo fiduciosi che la nostra rigorosa ricerca fondamentale e il nostro orizzonte di lungo periodo saranno in grado di sbloccare valore se le condizioni si normalizzeranno e il mercato tornerà ad essere più selettivo”. 

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