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Valute, la correzione del dollaro non è finita

La sterlina è destinata a soffrire mentre il deprezzamento del franco svizzero sarà limitato. Il report sulle valute di Banca Lombard Odier

Il ritmo è destinato a rallentare, ma la correzione del dollaro non è giunta al termine. Lo sostengono gli esperti di Banque Lombard Odier & Cie SA nel loro report mensile sulle valute, in cui prevedono anche un aumento graduale per il cambio eur-chf, nonostante il deprezzamento del franco svizzero sarà probabilmente limitato, e performance negative nel breve per la sterlina a causa del caos Brexit.

Tornando alla divisa Usa, per gli esperti è probabile che si verifichi un consolidamento e che il ritmo del deprezzamento valutario rallenti, in scia al brusco declino e del considerevole accumulo di posizioni short in dollari. Tuttavia, il cambio di rotta della Federal Reserve verso un target di inflazione medio, i rendimenti reali statunitensi negativi e una sopravvalutazione del biglietto verde ancora in corso suggeriscono che il declino sia ancora possibile, anche se l’andamento delle performance sarà ‘bidirezionale’.

“Manteniamo la nostra view per il cambio eur-usd a quota 1,21 fino alla fine dell’anno e stimiamo ulteriori modesti rialzi nel 2021- sostengono -. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che il cambio eur-chf riporterà performance al rialzo e che colmerà una parte ‘dell’insolito’ gap della coppia eur-usd. Detto questo, il rialzo sarà probabilmente limitato per via della mancanza di catalizzatori per i deflussi svizzeri”.

Quanto alla sterlina, le performance sembrano aver finalmente iniziato ad allinearsi al rischio che si giunga a una Brexit ‘no-deal’. “Nel breve termine, vediamo il trading della sterlina sul lato soft – si legge nel report -. Solo una volta che un accordo di base con l’Ue sarà effettivamente in dirittura d’arrivo, la sterlina riuscirà a riprendere il suo percorso di apprezzamento”. 

Per quanto riguarda lo yen giapponese, gli esperti ritengono che la quota 106 alla quale la valuta si è saldamente ancorata sia risultato di due forze opposte: minori rendimenti statunitensi rispetto all’aumento dei prezzi delle attività a rischio. “Tuttavia, ci aspettiamo ancora un graduale apprezzamento dello yen giapponese, in linea con i precedenti cicli di deprezzamento del dollaro”, precisano.

Passando ai Paesi nordici, resta la preferenza per la corona norvegese rispetto alla corona svedese, mentre nel blocco valutario delle commodity core viene stimata una sovraperformance del dollaro canadese. “Detto questo, il ritmo di apprezzamento di tutte le valute del G10 ciclicamente sensibili rispetto al dollaro è destinato a rallentare”, puntualizzano gli esperti.

“Attualmente il cambio usd-cny ha superato il range 6,90-7,15 che avevamo ipotizzato. Questo riflette soprattutto una maggiore debolezza del dollaro e una dinamica della bilancia dei pagamenti cinese in rapido miglioramento, ma nell’ultimo periodo i mercati hanno iniziato a incorporare la possibilità che Biden vinca le elezioni presidenziali e che si proceda con una riduzione dei dazi – proseguono gli esperti -. Abbiamo rivisto al ribasso le nostre previsioni sul cambio usd-cny nel range 6,75 e 6,68 per un periodo tra i 3 e i 12 mesi. Una riduzione dei dazi sotto la presidenza Biden avrebbe un’azione rialzista sul Renminbi cinese offshore che recupererebbe il terreno perduto rispetto alle altre valute, incluso l’euro”.

Per quanto riguarda i mercati emergenti, Banque Lombard Odier & Cie SA mantiene un posizione strutturalmente neutrale sull’indice Gbiemfx, ma le previsioni mostrano un modesto ritorno spot dello 0,40% in un orizzonte temporale di 12 mesi, con la maggior parte dei guadagni che verranno registrati nei prossimi sei mesi (la scoperta di un efficace vaccino contro il coronavirus contribuirebbe ad accelerare questo processo).

La country selection resta un passaggio fondamentale per gli esperti, che continuano a preferire le valute con un basso debito, un’elevata esposizione alla spesa per le infrastrutture cinesi (won sudcoreano e peso cileno), il rialzo del cambio eur-usd (zloty polacco e corona ceca) e il settore tecnologico (dollaro taiwanese). 

“Per quanto riguarda il settore valutario asiatico – si legge ancora nel report -, abbiamo aggiornato la nostra view sulla rupia indiama a ‘modestamente rialzista’ e manteniamo la stessa posizione sul cny (che potrebbe diventare rialzista qualora ci fossero più prove del fatto che la presidenza di Biden porti a una riduzione dei dazi). Altrove, abbiamo aggiornato la nostra view sul real brasiliano a ‘modestamente ribassista’, riducendo anche la nostra posizione sul peso messicano a ‘modestamente ribassista’. Nell’area Ceemea, abbiamo ridotto al view sul rublo a ribassista e quello sul fiorino ingherese a’modestamente rialzista’”.

Infine, secondo Banque Lombard Odier & Cie SA i rischi principali per questa view sono, in primo luogo, la seconda forte ondata di contagi che perturba nuovamente l’attività economica e aumenta la domanda di dollari. In secondo luogo, l’apprezzamento dell’euro potrebbe essere diventato uno sviluppo indesiderato per la Bce. “Sebbene la possibilità di un’azione politica sia molto più limitata rispetto al passato, è probabile che qualsiasi dichiarazione abbia un peso sull’euro e sostenga il dollaro. In terzo luogo, una ripresa delle frizioni commerciali tra Cina e Stati Uniti potrebbe arrestare la ripresa del commercio globale e sostenere il dollaro”, concludono gli esperti.

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