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Come dare valore al risparmio

Valutando orizzonte temporale e rischio, risparmiare e investire anche solo 3 euro al giorno può dare ottimi risultati

Che sia per un viaggio o per la casa dei sogni, il risparmio è sempre cosa buona e giusta: un’abitudine virtuosa che, grazie a pianificazione e costanza, permette di realizzare senza sacrifici piccoli e grandi progetti.

Attraverso tre simulazioni, Gimme5 mostra il giusto approccio per scegliere la soluzione su cui investire in base alle caratteristiche del proprio obiettivo. Soltanto l’investimento, infatti, fa sì che il denaro non perda valore a causa dell’inflazione e dei costi connessi ai conti correnti; non servono cifre importanti, ma il presupposto per generare valore nel tempo è definire, per ogni obiettivo, il giusto tipo di investimento per mettere in moto i propri risparmi.

Per la corretta scelta vanno considerate una serie di caratteristiche:

  1. Il tempo è il migliore alleato dell’investitore. In base alla regola dell’interesse composto, grazie all’accumulo di interessi su interessi, la ricchezza cresce più rapidamente col passare del tempo;
  2. Il rischio è una caratteristica intrinseca di ogni investimento ed è determinato dalla volatilità, ovvero dai movimenti che il prezzo di un titolo mostra nel tempo;
  3. Il rapporto rischio-rendimento stabilisce che, all’aumentare del rischio che si è disposti a sopportare, aumenterà anche il rendimento che si può ottenere.

LE SIMULAZIONI

Per scoprire quanto si potrebbe ottenere dall’investimento in un fondo comune, vengono presi in considerazioni i rendimenti medi annualizzati, espressi in termini reali (cioè al netto dell’inflazione, pari al 2% annuo), che tre tipologie sottostanti hanno realizzato negli ultimi 120 anni (dal 1900 al 2020): 0,8% per i titoli governativi a breve termine, 2,1% per le obbligazioni e 5,3% per le azioni globali (Dati del “Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2020”, Credit Suisse, London Business School).

I rendimenti considerati sono chiaramente frutto dell’andamento di quel determinato periodo (un lungo termine di 120 anni). Non è possibile prevedere se i risultati passati si ripresenteranno in futuro, tuttavia siamo di fronte a buoni indicatori di come potrebbero comportarsi questi investimenti.

OBIETTIVO DI BREVE PERIODO: 5 ANNI

Si vuole risparmiare per il viaggio dei propri sogni, il cui costo è di 6.000 euro, obiettivo da raggiungere in 5 anni.

Quando l’arco temporale è relativamente breve, è più indicata una soluzione di investimento con bassi livelli di volatilità, come potrebbe essere un fondo composto in prevalenza da titoli governativi a breve termine e obbligazioni.

Pertanto, in base a questi dati, si scopre che, se ci si fosse limitati ad accantonare 100 euro al mese per 5 anni, alla fine del periodo, a causa dell’inflazione, i 6.000 euro messi da parte avrebbero un valore reale di 5.807 euro (con una perdita del 3,2%). Al contrario, se questa somma fosse stata investita periodicamente in un fondo composto in egual misura da titoli governativi e obbligazioni, alla fine del periodo si sarebbero potuti ottenere ben 6.225 euro: un guadagno del +7% rispetto al valore reale dell’accantonamento.

OBIETTIO DI MEDIO PERIODO: 15 ANNI

Si vuole risparmiare per un anticipo di 18.000 euro sull’acquisto di una casa, obiettivo da raggiungere in 15 anni.

Dato l’arco temporale più esteso, si potrà scegliere un profilo di rischio più elevato, al fine di ottenere un rendimento maggiore. 

Un esempio potrebbe essere un fondo composto in piccola parte da titoli governativi (25%), per una parte maggiore da obbligazioni (35%) e per il resto da azioni (40%). Queste ultime sono strumenti più rischiosi, ma l’orizzonte di medio-lungo periodo permette di ridurre la sensibilità a temporanei momenti di volatilità.

Riprendendo lo studio di cui sopra, si scopre che, se fossero stati accantonati 100 euro al mese per 15 anni, invece di raggiungere i 18.000 euro sperati, a causa dell’inflazione il capitale avrebbe avuto un valore reale di 15.556 euro (con una perdita del 14%). Se, invece, i 100 euro al mese fossero stati investiti in un fondo della tipologia appena citata, a fine periodo il gruzzoletto sarebbe stato di 22.778 euro: +46% rispetto al valore reale dell’accantonamento.

OBIETTIVO DI LUNGO PERIODO: 30 ANNI

Il terzo obiettivo è quello di mettere da parte una cifra più importante: 36.000 euro da utilizzare tra 30 anni, una volta in pensione.

In questo caso, la scelta del fondo può sfruttare ancor di più la possibilità di ottenere maggiori rendimenti grazie all’investimento azionario: si potrebbe optare per un fondo composto in piccola parte da obbligazioni (20%) e da azioni per la restante parte (80%). 

In base alle stime di cui sopra, se fossero stati accantonati 100 euro al mese per 30 anni, a causa dell’inflazione, al momento della pensione la somma di 36.000 euro avrebbe avuto un valore reale di 27.109 euro (con una perdita di valore del 25%). Se, invece, questa somma fosse stata investita periodicamente in un fondo con le caratteristiche citate, al termine del periodo, il capitale accantonato si sarebbe rivalutato fino a 77.110 euro: +184% rispetto al valore reale dell’accantonamento.

Appare evidente come la scelta del giusto strumento sia fondamentale per raggiungere concretamente il proprio traguardo. Il tempo gioca un ruolo centrale, per due ragioni:

  • se per un arco di breve periodo l’inflazione può causare una perdita limitata, con l’aumentare degli anni può portare a una perdita sensibilmente maggiore;
  • al crescere dell’arco temporale a disposizione e con la giusta tipologia di investimento, si possono ottenere risultati sempre migliori (da un +4% a un +184%).

Non è necessario avere subito a disposizione una somma ingente, ma anche investendo poco alla volta (negli esempi citati si tratta di circa 3 euro al giorno), si possono raggiungere ottimi risultati.

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