Risparmia

I risparmiatori italiani sono pronti a investire

Il 66% vuole iniziare a far fruttare i propri soldi. Più propensi i giovani. 260 euro il budget medio

Il Covid e le relative restrizioni hanno messo il turbo ai risparmi degli italiani che tra conti e depositi, stando agli ultimi dati Abi, viaggia verso quota 2.000 miliardi di euro. Ma a dispetto della convinzione che ci vuole un popolo di formiche con i soldi nel materasso, gli abitanti del Bel Paese mostrano invece un elevato interesse verso le attività di investimento. A rivelarlo è un’indagine condotta da OnePoll per conto di Bitpanda, piattaforma digitale europea di investimento lanciata recentemente sul mercato italiano, che ha indagato la propensione all’investimento degli italiani coinvolgendo un campione di mille partecipanti.

Secondo lo studio, il 66% degli intervistati ha dichiarato che inizierebbe ad investire per aggiungere un ulteriore ingresso finanziario al salario normalmente percepito. Sono soprattutto i giovani a mostrarsi maggiormente propensi: la percentuale di interesse, infatti, sembra decrescere dopo i 44 anni, attestandosi al 55% per gli over 55, contro il 67,5% dichiarato da Millennials fino ai 34 anni e Generazione Z (18-24 anni). Complessivamente, gli uomini (78%) risultano essere più inclini rispetto alle donne (60%).

“Contrariamente a quanto si possa immaginare, la nostra indagine dimostra che non solo gli italiani sono potenzialmente molto aperti al mondo degli investimenti, hanno anche una gran voglia di assumere il controllo della propria vita finanziaria – sottolinea Orlando Merone, country manager di Bitpanda -. Questa tendenza viene però spesso frenata da due macro fattori: la paura e la mancanza di competenze. Il primo passo per abbattere tali barriere è quello di garantire la massima trasparenza operativa e prevedere strumenti che consentano di investire anche piccole somme di denaro. In secondo luogo, ed è probabilmente questo l’aspetto più impegnativo, è necessario diffondere una maggiore cultura finanziaria nel Paese, attraverso percorsi educativi che, fin dall’età scolastica, possano accrescere le competenze di base, e non solo nei corsi di economia”.

Una diversa gestione dei risparmi tra le priorità del lockdown

L’obbligo di restare a casa durante i diversi lockdown ha stravolto la quotidianità degli italiani e ha avuto un forte impatto sulla propria giornata e sul modo di passare il tempo. Il primo effetto è stato quello di ripiegare sulle attività possibili all’interno delle mura domestiche, cogliendo l’occasione per esplorare nuove passioni e dedicarsi a quanto rimandato da tempo. 

Il 43% degli intervistati ha dichiarato che sperimentare una diversa gestione dei risparmi investendo ad esempio in azioni o criptovalute è stata la scelta più gettonata per sfruttare il tempo libero in maniera costruttiva e contenere le incertezze finanziarie portate dalla pandemia. Un interesse percepito secondo solo ai webinar per impiegare il tempo in casa in maniera costruttiva (52%) e che supera quello verso i corsi per acquisire nuove competenze lavorative (33%) e per le attività legate alla sfera del benessere personale (30%). 

“Sono molti i fattori che possono aver influenzato questa tendenza – spiega Merone -. Gli italiani sono per tradizione dei grandi risparmiatori, ma sono stati spinti dalla pandemia in corso a considerare varie tipologie di investimento, come ad esempio le criptovalute. Lo vediamo anche leggendo i nostri dati interni che ci dicono che, solo in Italia, il numero di utenti sulla piattaforma Bitpanda è più che raddoppiato rispetto al 2020”. 

Sicurezza e competenze fanno la differenza

Lo studio ha analizzando anche le motivazioni che spingerebbero gli italiani a investire, facendo emergere una concomitanza di fattori esterni e interni attribuibili soprattutto alla necessità di contenere l’esposizione al rischio e alla volontà di mantenere una gestione consapevole delle operazioni. D’altronde, per il 52% di coloro che non hanno mai investito la paura di perdere soldi è risultato essere il principale freno al desiderio di investire, seguita al 43% dal timore di incappare in truffe online. 

Complessivamente, la sicurezza sembra rappresentare il fattore più rilevante: il 47% degli intervistati identifica nella possibilità di operare con strumenti finanziari dal rischio contenuto il principale incentivo al primo investimento, seguito, al 41%, dalla possibilità di disporre di una somma di denaro sufficiente a non pregiudicare le spese ordinarie in caso di perdita. Sviluppare adeguate competenze finanziarie e poter investire in strumenti non eccessivamente complessi sono invece i due fattori principali per determinare una gestione consapevole dell’investimento, rispettivamente con il 35% e il 30%. 

Interessante notare come solo il 14% degli italiani seguirebbe i consigli di amici o persone di fiducia, mentre il 17% verrebbe incentivato dal ricevere un’eredità. Sono dati che testimoniano come l’approccio all’investimento debba seguire un percorso strutturato e graduale e non possa rappresentare un’iniziativa estemporanea. In particolare, sono proprio i giovani a dare maggior valore allo sviluppo delle competenze finanziarie: nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni questo sembra essere il fattore più importante per iniziare ad investire (47%), contro la media del 31% espressa dagli altri gruppi d’età. 

260 euro per iniziare

Il budget medio indicato dagli italiani che non hanno mai investito è di 260 euro. La cifra varia sensibilmente a seconda della fascia d’età considerata: con 350 euro, gli over 55 sono il gruppo con maggiore disponibilità, al contrario dei giovani tra 18 e 24 anni che non si spingerebbero oltre i 165 euro, almeno in una fase iniziale. I risultati della ricerca confermano anche le differenze nell’economia geografica del Paese: il budget medio per gli abitanti del Sud Italia (isole comprese) è infatti di 239 euro, contro i 297 euro di Lombardia, Piemonte e Liguria.

Inoltre, la disponibilità economica sembra essere ancora un elemento molto più limitante per le donne: tra coloro che non hanno mai investito, nel 42% dei casi hanno lamentato di non avere abbastanza soldi per investire, barriera riscontrata solo dal 30% degli uomini. Il dato trova conferma anche nella differenza di budget: gli uomini investirebbero una cifra intorno ai 316 euro, contro i 229 euro delle donne.

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