Gestione passiva

Etf, diversificazione a basso costo

Etf

Attraverso gli Etf si può ottenere una diversificazione per stile, indici e area geografica, riducendo il rischio di portafoglio

Liquidità, trasparenza, ma non solo. I vantaggi offerti dagli Etf (Exchange traded fund) sono diversi, e tra questi c’è anche la diversificazione, che per i replicanti ha costi decisamente più bassi rispetto alla gestione attiva.

Investendo in un singolo replicante, infatti, non si compra una sola azione o una sola obbligazione, ma un paniere diversificato di titoli. Per fare un esempio pratico, chi investe nell’Etf sul Ftse Mib a conti fatti investe in tutti i tioli che compongono l’indice italiano: da Enel a Eni, passando per Intesa Sanpaolo e fino ad arrivare a StMicroelectronics.

Ampliando la platea degli asset su cui investire, e quindi diversificando, automaticamente si riduce il rischio di portafoglio. Certo, lo si potrebbe fare autonomamente, per esempio comprando tutti i titoli appartenenti al Ftse Mib replicandone l’incidenza del peso sul paniere, ma si sopporterebbero costi di intermediazione più elevati, oltre all’onere di dover monitorare e gestire il portafoglio. Con l’Etf diventa tutto più facile e a costi prossimi allo zero.

Un Etf passivo di tipo azionario, infatti, ha spese di gestione che si aggirano tra lo 0,15% e lo 0,60 per cento. Inoltre, i replicanti non presentano commissioni di performance né eventuali fee di ingresso, che invece in alcuni fondi comuni arrivano anche a punte del 4% (possono comunque essere azzerate dalle reti di distribuzione).

La diversificazione è un elemento che va preso in considerazione da chiunque voglia costruirsi un portafoglio efficiente. Più l’asset allocation è variegata e minore sarà la volatilità e quindi l’impatto negativo sul portafoglio in caso di discesa dei mercati. E con l’Etf è possibile diversificare le scelte di investimento anche per settori e aree geografiche.

Supponiamo che si voglia allocare i propri risparmi in uno specifico comparto, per esempio le energie rinnovabili, oppure nelle aree emergenti. In questo caso si potrebbe scegliere sul mercato EtfPlus di Borsa Italiana uno dei tanti replicanti tematici o emergenti, investendo così su più titoli settoriali e su più aree in via di sviluppo. Se l’obiettivo, invece, fosse raggiungere una diversificazione dello stile di gestione, allora si potrebbe puntare su uno dei cosiddetti Etf Style, che permettono di scegliere tra small cap, large cap, value, growth e alto dividendo (tutte le tipologie di Etf sono reperibili sul sito di Borsa Italiana, nella sezione Etf).

Insomma, con pochi strumenti, e senza accollarsi l’incombenza di un monitoraggio costante dell’asset allocation, è possibile ottenere una diversificazione completa per indice, settori, area geografica e stile. Il che equivale a meno volatilità e meno rischi. Tutto a beneficio del portafoglio.

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