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Via all’assegno unico 2021 per i figli. Come richiederlo

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Il beneficio, per ora transitorio, è destinato alle famiglie senza assegno per il nucleo familiare. Il provvedimento diventerà strutturale dal 2022

È stato approvato lo scorso 4 giugno dal Consiglio dei Ministri come misura ponte valida dall’1 luglio al 31 dicembre 2021 solo per chi non gode già dell’assegno per il nucleo familiare, quindi lavoratori autonomi, incapienti e disoccupati (circa 1,8 milioni di famiglie), anche se percettori del reddito di cittadinanza). Ma dal 2022 l’assegno unico per i figli diventerà strutturale e universale, andando quindi a sostituire definitivamente l’assegno per il nucleo familiare.

Come richiedere l’assegno unico

Le modalità per la richiesta dell’assegno unico per i figli non sono state ancora definite e saranno comunicate entro il prossimi 30 giugno. La domanda, comunque, dovrà essere presentata telematicamente all’Inps oppure, presso Caf e Patronati, entro e non oltre il 30 settembre 2021.

Indipendentemente dalla data di presentazione della domanda, il beneficio decorrerà comunque dall’1 luglio 2021. In sostanza, chi presenterà la domanda il 31 agosto, per fare un esempio, comincerà a percepire l’assegno unico da settembre e avrà diritto a ricevere anche gli arretrati, ovvero l’assegno unico relativo ai mesi di luglio e agosto. L’assegno, esente da imposte, sarà accreditato direttamente sull’Iban (conto corrente) del beneficiario che è stato indicato nella domanda. In caso di affido condiviso, nella domanda sarà possibile indicare l’Iban di entrambi i genitori così che l’assegno possa essere ripartito equamente al 50 per cento.

Il requisito principale per ottenere l’assegno unico per i figli è quello dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente, ovvero il reddito dell’intero nucleo familiare), che non dovrà superare i 50mila euro. Inoltre, bisogna essere residenti in Italia da almeno due anni e pagare le tasse nel Paese. L’assegno è riconosciuto solo per i figli minorenni fiscalmente a carico (i figli fino a 24 anni sono considerati fiscalmente a carico se il loro reddito lordo non supera i 4.000 euro annui)

Gli importi dell’assegno unico per i figli

La “consistenza” dell’assegno unico per i figli varia in relazione al reddito ed è compreso in un range che parte da un massimo di 167,5 euro per figlio, per redditi non superiori a 7mila euro, fino a un minimo di 30 euro, per redditi compresi tra 49.900,01 e 50.000 euro. Questi importi valgono per i nuclei familiari fino a due figli minorenni.

Per i nuclei con almeno 3 figli, invece, l’assegno è maggiorato del 30% e varia da un massimo di 217,8 euro per figlio, per redditi non superiori a 7mila euro, a un minimo di 40 euro, per redditi tra 49.900,01 e 50.000 euro. Una famiglia con 3 figli minorenni e che ha un Isee inferiore a 7mila euro, quindi, prenderà un assegno unico di 653,4 euro. In presenza di figli disabili l’assegno è aumentato di 50 euro al mese (clicca qui se vuoi conoscere l’assegno unico relativo alla tua fascia di reddito; tabella allegata al decreto).

Dal 2022, quando il provvedimento diventerà strutturale, l’assegno unico potrà essere percepito a partire dal settimo mese di gravidanza e sempre fino al compimento della maggiore età. Per i figli di età compresa tra i 18 e 21 anni, invece, sarà possibile richiedere che l’assegno venga accreditato direttamente al figlio, ma solo se impegnato in un corso di laurea, tirocinio o formazione professionale. Successivi decreti attuativi dovranno stabilire la soglia massima di reddito compatibile con l’assegno qualora il figlio di età compresa tra i 18 e i 21 anni sia impegnato in un’attività professionale.

Cresce l’assegno per i lavoratori dipendenti

Il decreto che ha introdotto la misura ponte dell’assegno unico 2021 ha pensato anche ai lavoratori dipendenti che già percepiscono l’assegno per il nucleo familiare. A loro, nel secondo semestre 2021 sarà riconosciuta una maggiorazione dell’assegno stesso: l’importo mensile corrisposto al lavoratore dipendente cresce di 37,5 euro al mese per figlio nel caso di nuclei familiari fino a due figli e di 55 euro per i nuclei con almeno 3 figli.

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