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Emergenti col vento in poppa grazie a Fed e dollaro

Per BlueBay le aree del fixed-income emergente che offrono maggiore valore sono i mercati high yield nel segmento del credito e quelli del forex sui mercati locali

Vietato fare di tutta l’erba un fascio, ma per molti mercati emergenti le prospettive sono decisamente rosee. Ne è convinto Anthony Kettle, senior portfolio manager di BlueBay Asset Management, secondo cui la debolezza del dollaro e la politica della Fed favoriscono l’asset class. Naturalmente i rischi non mancano, e per questo i fondamentali e la politica continuano ad essere fattori imprescindibili per scegliere su cosa puntare.

La debolezza del dollaro sta rendendo più interessanti i mercati emergenti?

“È sempre difficile generalizzare nel segmento degli emergenti, dato che racchiude più di 80 diversi paesi (in aumento), tutti soggetti a dinamiche diverse. Tuttavia, siamo d’accordo sul fatto che la debolezza del dollaro probabilmente porterà a un aumento dei flussi di capitale in ingresso negli emergenti, con gli investitori alla ricerca di rendimenti.

Alcuni dei temi più interessanti a livello di singolo paese sono stati nel comparto del credito, dove abbiamo visto una ristrutturazione del debito esterno denominato in dollari in Ecuador e Argentina. Sarà interessante monitorare la ripresa post-ristrutturazione in questi paesi, dato che continuano a offrire elevati rendimenti, soprattutto nel caso dell’Argentina.

Sul tema della debolezza del dollaro, i paesi che di solito ne beneficiano maggiormente sono quelli i cui cambi valutari presentano beta più elevati, come Messico, Sudafrica e Brasile, ma ad oggi non abbiamo ancora assistito alle performance che ci aspetteremmo normalmente da queste valute.

Al di là del dollaro, i fondamentali e la politica continuano ad essere fattori imprescindibili. Per esempio in Turchia, dove la valuta si è deprezzata più dell’8% rispetto alla divisa Usa, e in Russia, dove i recenti sviluppi con la Bielorussia hanno portato a una contrazione di oltre il 10% per la valuta”.

La debolezza del dollaro continuerà o ci sarà un’inversione di tendenza dopo le elezioni negli Usa?

“La sopravvalutazione del dollaro si è in gran parte corretta negli ultimi mesi e quindi è meno scontato che la debolezza del biglietto verde continuerà semplicemente a livello di valutazioni. Tuttavia, molte delle ragioni alla base di tale debolezza persistono, come la Fed, che ha di recente comunicato un nuovo framework per il target di inflazione che probabilmente comporterà tassi fermi per il prossimo futuro. Non mi aspetto che le elezioni Usa avranno effetti importanti su questo tema.

Un rischio che vale la pena sottolineare è che, con multipli elevati nel mercato azionario Usa, qualsiasi risultato elettorale che impatterà sulle imposte alle società o qualsiasi azione che potrebbe avere effetti importanti sul settore tecnologico in particolare, potrebbe danneggiare le valutazioni azionarie e portare a un ‘flight to quality’, che potrebbe far apprezzare il dollaro”.

Come sta impattando sul vostro portafoglio questa debolezza del biglietto verde?

“L’attuale debolezza del dollaro dipende da diversi fattori, il più importante dei quali riguarda l’erosione del differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e resto del mondo, alla luce delle misure straordinarie della Fed. Gli altri fattori sono la sopravvalutazione del dollaro e i deficit gemelli negli Usa.

La Fed, impattando sulle aspettative sull’inflazione, ha guidato i tassi di interesse al ribasso negli ultimi mesi, spingendo gli investitori ad assumersi maggiori rischi alla ricerca dei rendimenti.

I mercati emergenti hanno beneficiato indirettamente delle azioni della Fed, che hanno aperto la strada alle banche centrali emergenti verso tagli aggressivi e in alcuni casi verso l’adozione di una loro versione di quantitative easing.

Questi temi hanno contribuito a dare forma al nostro portafoglio. Nella prima fase accomodante della Fed, i mercati del credito emergente IG sono stati i più interessanti, grazie a un’asimmetria raramente presente in quei mercati. Anche il mercato dei tassi ha performato bene, grazie all’azione delle banche centrali. A questo punto del ciclo tuttavia le aree del fixed-income emergente che offrono maggiore valore sono i mercati high yield nel segmento del credito e quelli del forex sui mercati locali”.

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