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Farmaceutico, la corsa al vaccino non scalda gli investitori

I successi delle varie sperimentazioni hanno effetti sul mercato ma non sui titoli del settore farmaceutico. Su cui pesano le elezioni Usa. L’analisi Gam 

Le notizie di potenziali vaccini sono positive per il mercato, ma hanno un impatto minimo sul settore sanitario e farmaceutico. Lo evidenzia Christophe Eggmann, investment director e responsabile del fondo Gam Health Innovation Equity di Gam Investments, che fa notare come da aprile ad agosto il settore abbia sottoperformato in modo significativo, con un ritardo del 14% rispetto all’S&P 500. 

“Gli investitori hanno investito ingenti somme di denaro in settori tecnologici e ciclici in previsione di una ripresa economica e la sanità non rientra in queste categorie”, spiega l’esperto, secondo cui anche le speculazioni sull’esito delle elezioni americane pesano sul sentiment.

“Mentre i titoli dei giornali si concentrano sulla corsa alla Casa Bianca, la composizione del Congresso ha conseguenze molto più significative per l’industria farmaceutica – chiarisce -. Riteniamo che il miglior risultato per il settore, anche se improbabile, sia un Congresso (Camera e Senato) controllato dai Repubblicani con Biden come presidente. Questo porterebbe ad uno stallo, con probabili benefici per l’industria. Lo scenario peggiore, a nostro avviso, sarebbe quello di entrambe le camere del Congresso controllate dai Democratici, sempre con Biden come presidente. Un tale risultato significherebbe probabilmente un aumento delle tasse sull’industria farmaceutica. Naturalmente ci sono diversi potenziali risultati intermedi, tra cui la continuazione di un Congresso diviso, che consideriamo gestibile”.

Intanto, lo sviluppo dei vaccini sta progredendo rapidamente: quelli basati su acidi nucleici sono attualmente in prima posizione. “Alcuni dei benefici di questo metodo includono il sistema immunitario che riconosce la proteina rapidamente, così come il vaccino stesso che è più veloce a produrre e ad adattarsi ai virus futuri – sottolinea Eggmann -. I vaccini basati su acidi nucleici potrebbero anche essere più sicuri per le persone immunocompromesse. Dal punto di vista tecnologico, i vaccini basati su acidi nucleici sono stati studiati per diversi decenni e sono attivamente studiati sia in cardiologia che in oncologia, dove si sta esplorando l’uso di questi vaccini sperimentali per trattare tumori e malattie cardiache”.

I tre leader nella corsa ai vaccini sono Moderna, Pfizer (BioNTECH) e AstraZeneca (Università di Oxford). Come osserva l’esperto, tutti e tre i programmi sono passati attraverso la fase uno e la fase due degli studi clinici senza che siano state sollevate preoccupazioni in termini di sicurezza o di efficacia. Ora sono passati alla fase tre, ognuna delle quali mira a coinvolgere 30.000 persone. “Queste sperimentazioni sono guidate da eventi, il che significa che si fermeranno al raggiungimento di determinate tappe, piuttosto che fermarsi a un momento prestabilito – precisa -. Tenendo presente che ogni sperimentazione si sta svolgendo in paesi con alti tassi di infezione, vedremo probabilmente i dati emersi da questi studi molto presto. Molti paesi hanno iniziato a preordinare i vaccini, e si stima che il numero di preordini si aggiri intorno ai cinque miliardi”.

Nonostante l’anticipazione di una “approvazione per l’uso d’emergenza” ad un certo punto nel 2020, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha ribadito che le linee guida emesse a giugno saranno utilizzate per valutare la sicurezza e l’efficacia del vaccino. Per le attuali sperimentazioni, a detta di Eggmann ciò significa che solo la metà delle persone che hanno ricevuto il vaccino si è ammalata in qualsiasi misura, rispetto a quelle che hanno ricevuto il placebo. 

Con una mossa senza precedenti, i principali sviluppatori del vaccino hanno annunciato che non condivideranno alcun dato con la FDA finché non avranno fiducia nella sicurezza del vaccino. “Indipendentemente dal vaccino che vincerà la gara, o dal canale di approvazione utilizzato, né i dati né l’approvazione si tradurranno in un accesso immediato per la popolazione generale. Le sfide della produzione, della distribuzione e dell’amministrazione vedranno l’avvio sequenziale di roll-out, con la priorità che andrà sicuramente a operatori sanitari ad alto rischio e in prima linea”, conclude l’esperto.

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