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High yield, le tre ragioni dietro la crescita record

Fallen angel, banche centrali, liquidità, e non solo, stanno facendo registrare al mercato high yield numeri senza precedenti. L’analisi Federated Hermes

Il 2020 è stato senza dubbio un anno ricco di eventi senza precedenti. Anche per i mercati del credito che, in rialzo a inizio anno, hanno poi registrato un significativo drawdown a marzo sulla scia della pandemia, registrando un incremento della volatilità e un significativo deterioramento delle condizioni di liquidità. Mentre lo scenario legato alla pandemia continua a essere avvolto dall’incertezza, però, il mercato high yield sta mettendo a segno numeri senza precedenti.

Come fa notare nella sua analisi Andrey Kuznetsov, senior portfolio manager per la divisione internazionale di Federated Hermes, siamo da poco entrati nell’ultimo trimestre dell’anno e la dimensione del mercato high yield sta toccando nuovi picchi negli Stati Uniti, in Europa e nei mercati emergenti. “Dopo un andamento piatto registrato a partire dal 2015, in particolare nei Paesi sviluppati, l’high yield sta ora vivendo una nuova fase di crescita, in grado di controbilanciare in maniera rapida il declino dell’ultimo lustro”, evidenzia.

Alla base di questa crescita, secondo l’esperto vi è un mix di fattori, tra cui quello più determinante è da ricercare nel numero record di società declassate da investment grade a high yield. “Queste società e le loro obbligazioni sono i cosiddetti fallen angel – chiarisce -, ma gli afflussi sul mercato ad alto rendimento, fino a ora, non riflettono nessuno degli scenari più pessimistici previsti durante il sell-off dello scorso marzo. Questo perché le Banche centrali hanno annunciato misure radicali a supporto dei mercati del credito, i governi hanno introdotto pacchetti di sostegno e le società hanno risposto rapidamente, stabilizzando così il proprio stesso rating”.

Inoltre, Kuznetsov sottolinea anche che il mercato dei leveraged loan continua a non trovare slancio perché non beneficia più del supporto derivante dall’aumento dei tassi d’interesse. “Negli ultimi cinque anni, proprio questa dinamica aveva aiutato il mercato dei prestiti a cannibalizzare parte delle emissioni high yield”, osserva.

Infine, da non sottovalutare, secondo l’esperto, anche il fatto che la rapida risposta alla necessità di consolidare la liquidità ha portato quest’anno a un alto volume di emissioni, in particolare sul mercato statunitense.

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