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L’asset allocation tra pandemia e nuova normalità

Eiswert (T. Rowe Price): “Preferiamo concentrarci su investimenti che godranno di un’accelerazione dei rendimenti con l’uscita dalla crisi, anche se sono poco considerati”

A metà strada. È dove si trovano in questo momento i mercati, tra una stagione quasi conclusa e una che sta per iniziare, tra il caos della pandemia e la nuova normalità che si profila all’orizzonte. Agli investitori serve dunque uno sguardo particolarmente attento e lungimirante per scegliere un’asset allocation che tenga conto di presente e futuro.

“La crisi da coronavirus è stata inaspettata, anche se qualcuno aveva previsto la possibilità di un nuovo tipo di pandemia globale – osserva David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Global Focused Growth Equity di T. Rowe Price -. Miliardi di persone hanno dovuto interrompere ciò che stavano facendo e cambiare il proprio comportamento in modo quasi simultaneo. Ci siamo così ritrovati in un tempo di ‘estremi’: l’economia del Covid-19 è caratterizzata da esiti estremamente positivi ed estremamente negativi. Gli esempi sono noti a tutti: tra i positivi vi sono le adozioni di animali domestici e l’acquisto di computer, videogame e attrezzature per allenarsi a casa, i servizi di streaming, videochiamate, consegne a domicilio, il miglioramento della casa e il tempo speso con la propria famiglia. Viceversa, i risvolti negativi includono lo svuotamento di uffici, aerei, hotel e teatri, la disruption delle scuole e dell’educazione, la lontananza dai propri cari, i ristoranti chiusi e i negozianti in difficoltà. Non si era mai visto in tempo di pace un cambiamento dei comportamenti così vasto e sincronizzato”.

Questi enormi cambiamenti hanno avuto luogo proprio in un periodo di grande dinamismo per le tecnologie e la comunicazione e molti business basati sul tech sono riusciti a ‘fare il salto’ raggiungendo il livello critico di scala, adozione dei propri prodotti o servizi da parte dei clienti e abitudine nel loro uso. Tale processo di adozione si è concentrato in poche settimane invece che in anni. “Questo è un aspetto importante perché mette in luce il fatto che non torneremo mai alla ‘vecchia normalità’, piuttosto raggiungeremo una ‘nuova normalità’ in cui permarranno molte delle innovazioni generate o accelerate dalla pandemia – sottolinea il gestore – . Un buon esempio è quello dei progressi nella tecnologia per lo sviluppo di vaccini. Distinguere tra i player che hanno realmente ‘fatto il salto’ e gli ‘impostori’, vale a dire, quelli che non si dimostreranno duraturi nel tempo, è una sfida importante per noi in qualità di gestori attivi”.

Come studiare un asset allocazione che sia quindi pronta per il futuro? “Guardando avanti – spiega Eiswert -, la nostra view, basata sulle previsioni del nostro team globale focalizzato sull’healthcare, è che la situazione migliorerà nel 2021, in alcuni Paesi anche in modo drastico. L’aspetto più importante è che i vaccini sembrano in grado di arginare i contagi e i decessi. In sostanza, impareremo a convivere con il Covid-19. Il percorso continua ad essere incerto, ma la destinazione di una nuova normalità sembra sempre più probabile”.

Cosa significa questo per i mercati azionari? “Ci troviamo in un contesto estremo dal punto di vista della liquidità, del debito pubblico e degli stimoli e ciò sta influenzando la propensione al rischio dei mercati – afferma il gestore – . Molti trend vengono proiettati nel lungo termine, sull’onda dei lockdown che hanno costretto tutti a stare a casa e delle congetture sul futuro. In altre parole, il comportamento dei mercati è concentrato sui vincitori di brevissimo periodo e sui sogni a lunghissimo termine.I mercati sembrano anche molto fiduciosi sulla capacità della Fed di controllare l’inflazione e i tassi di interesse per un lungo periodo. Sebbene sia troppo presto per prendere decisioni sul portafoglio, siamo preoccupati su come questo livello di stimolo potrà essere rimosso dal sistema in futuro”. 

Cruciale per gli investitori è capire in che direzione si sta muovendo il mondo nel percorso di ripresa. “La domanda che ci poniamo è questa – chiarisce Eiswert -: la prima metà del 2021 sarà la fase di transizione, ‘a metà strada’, tra un mondo dominato dal Covid-19 e il mondo post-pandemia? Se così fosse, concentrarsi sui vincitori di breve periodo o sui sogni a lunghissimo termine sarebbe la mossa peggiore per un investitore. Il gioco sta per cambiare, via via che le nostre vite e attività si adattano di nuovo. Per questo, preferiamo concentrarci su investimenti che godranno di un’accelerazione dei rendimenti con l’uscita dalla crisi, anche se sono poco considerati e hanno dovuto affrontare difficoltà. Questo tipo di investimento è difficile perché richiede immaginazione e un atteggiamento mentale cautamente ‘contrarian’. In sintesi, questo è il momento di immaginare quali società si evolveranno ed emergeranno nuovamente come vincitori via via che entreremo nella nuova fase”.

D’altra parte, i periodi ‘a metà strada’ sono scomodi per definizione: una fase si è conclusa, ma quella successiva non è ancora iniziata. “Ciò è reso più complicato dal fatto che la ‘nuova normalità’ sarà diversa da quella pre-pandemia. Gli investitori che sono in grado di immaginarsi l’impatto di questo cambiamento e di distinguere tra ‘impostori’ e veri vincitori, assumendosi un rischio calcolato, saranno i più favoriti in questa transizione”, conclude Eiswert.

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