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State attenti alla Cina

Secondo Jupiter Am il Paese è politicamente isolato e i timori degli investitori potrebbero favorire India e Australia. Meglio diversificare

La Cina è diventata politicamente isolata e i rischi geopolitici potrebbero spaventare gli investitori finendo per favorire altri Paesi, come India e Australia. Per questo è meglio diversificare i portafogli. L’avvertimento arriva da Jason Pidcock, head of strategy Asian income di Jupiter Am. “La nuova amministrazione statunitense si è concentrata sul Covid, ma anche il presidente Biden ha indicato una linea dura nei confronti di Pechino – spiega -. Biden ha recentemente definito il Paese ‘il nostro più grande concorrente’ e si è impegnato ‘ad affrontare gli abusi economici della Cina e a contrastare le sue azioni aggressive e coercitive, e a respingere l’attacco della Cina ai diritti umani, alla proprietà intellettuale e alla governance globale’. Gli scontri, finora principalmente diplomatici, hanno avuto alcune ripercussioni economiche e di mercato”. 

Per Pidcock, gli investitori dovrebbero considerare la possibilità di un’eventuale escalation verso qualche forma di azione militare cinese in relazione a Taiwan, territorio da tempo rivendicato dalla Repubblica Popolare. “Taiwan è sede di molte delle principali aziende di elettronica e semiconduttori del mondo, i cui clienti includono grandi aziende occidentali – argomenta -. Qualsiasi possibile crisi di Taiwan in futuro sarebbe destabilizzante a livello globale. Al di fuori di questi rischi geopolitici, tuttavia, c’è un brillante futuro commerciale per Taiwan, con la produzione di elettronica per veicoli elettrici che costituisce solo un esempio di un’area di crescita potenzialmente redditizia”. 

Tuttavia, l’esperto fa notare che quando si tratta di iniziative militari all’estero, la Cina è tipicamente cauta, a differenza della sua vicina Russia che ama sfruttare tatticamente le finestre di opportunità individuate. “Il partito comunista cinese è ben consapevole dei rischi delle campagne militari. Se la Cina dovesse scommettere su Taiwan e fallire, potrebbe verificarsi un cambiamento politico generalizzato, con la perdita del potere da parte del partito comunista”, chiarisce.

“A mio parere, è probabile che il partito comunista adotti un approccio pragmatico. Nel contesto attuale, è ragionevole essere diversificati; se gli investitori temono sempre più il rischio geopolitico intorno alla Cina, i paesi più distanti dalla Cina, come l’India e l’Australia, potrebbero beneficiarne”, conclude quindi Pidcock.

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