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Ethereum si candida a nuovo oro digitale

Da gennaio sta guadagnando il 500%. Tra i driver, l’interesse di banche d’affari e della Bei, che ha lanciato un bond sulla blockchain

Si chiama Ethereum, o meglio ether, ed è la criptovaluta che quest’anno sta facendo sognare, mettendo in secondo piano i numeri da record del bitcoin. Dai 729,12 dollari di fine 2020, ether è arrivato a toccare un nuovo massimo storico proprio nei giorni scorsi a 4.366,10 dollari, con un rialzo di circa il 500% (nello stesso intervallo temporale, il bitcoin sta guadagnando il 103% circa)

Il suo valore di mercato così raggiunto i 480 miliardi di dollari, e ora Ether è saldamente al secondo posto della classifica per capitalizzazione, subito dopo il bitcoin, che ha in vece una valorizzazione complessiva di circa 1.000 miliardi di dollari.

Un interesse crescente per la valuta digitale fondata da Vitalik Buterin che è stato alimentato anche dalla recente emissione da parte della Banca europea degli investimenti (Bei) di un’obbligazione digitale sulla blockchain di Ethereum. Un progetto da 100 milioni di euro con cui la Bei testerà in collaborazione con Goldman Sachs, Santander e Société Générale, la commercializzazione di bond sulle reti Ethereum. Le obbligazioni avranno una scadenza a due anni, ma ancora non si hanno indicazioni sulla possibile cedola.

“La tecnologia blockchain e la tokenizzazione delle obbligazioni rappresenta una grande rivoluzione per il settore – ha dichiarato Christoph Hock, head of multi-asset trading per Union Invest a Francoforte, che ha presso parte all’emissione – poiché i processi di regolamentazione e compensazione sono notevolmente più semplici ed efficienti”.

Ma non c’è solo la Bei dietro l’exploit di Ether. Anche le più grandi banche internazionali stanno scoprendo le potenzialità di questa nuova rete decentralizzata, che consente di connettersi ai cosiddetti smart contract, ovvero contratti intelligenti che, per esempio, permettono di programmare a automatizzare delle transazioni.

Eliézer Ndinga

Gli investitori professionali hanno iniziato a comprendere il valore di Ethereum come il network regolamentato più dominante, in grado di processare oltre un milione di transazioni ogni giorno, e come la piattaforma più attiva nella creazione di servizi finanziari digitali, o decentralizzati (DeFi), conferma Eliézer Ndinga, research team di 21Shares: “poche settimane fa, Rothschild Investment Corporation ha investito oltre 4 milioni di dollari in ether, come ulteriore attestato di riconoscimento. Inoltre, il tasso d’innovazione sulla blockchain di Ethereum è in rapida crescita e la finanza tradizionale ha riconosciuto le potenzialità di questa tecnologia”.

La corsa, quindi, potrebbe ancora non essere finita. “Mentre l’istituzionalizzazione del Bitcoin in qualità di riserva di valore emergente è ormai appurata, l’adozione di ether, la criptovaluta nativa di Ethereum, è sottostimata, sebbene sia in corso dalla fine del quarto trimestre dello scorso anno – argomenta Ndinga – Infatti, a nostro avviso, con Ethereum stiamo assistendo alle battute iniziali dell’istituzionalizzazione di criptovalute diverse dal Bitcoin. Per trovare la conferma a tutto questo, l’unico modo è osservarne la blockchain, sulla quale noi di 21Shares abbiamo riscontrato un forte incremento del numero di portafogli con almeno 10.000 ether (circa 33 milioni di dollari), elemento che certifica questo trend. Dall’altro lato, si è vista una riduzione del numero dei portafogli più piccoli, con la quota di ether compresa tra 10 e 1.000, dato che i player di mercato traggono maggiore profitto dall’investire negli effetti di lungo periodo delle criptovalute basate sulla finanza decentralizzata”.

E ancora, un ulteriore elemento che ha portato ad una crescita tanto imponente di Ethereum, e che potrebbe favorirne ulteriormente l’ascesa, è la componente Esg (Environmental, social e governance) che, assieme al cambiamento climatico, rappresentano tematiche dominanti tra gli asset manager, “ed Ethereum trarrà indubbiamente beneficio da ciò – puntualizza Ndinga – Infatti, per il mese di luglio è previsto un upgrade del network di Ethereum, chiamato Ethereum Improvement Proposal (Eip) 1559, che farà di ether una sorta di risorsa scarsa, attraverso un processo che brucia una quota fissa di ethereum per ogni transazione. Il token ether è utilizzato su Ethereum proprio per pagare le commissioni sulle transazioni. Inoltre, con il passaggio alla Proof of Stake, progettato per consumare meno energia del sistema Proof of Work, previsto per il quarto trimestre di quest’anno, migliorerà l’immagine di Ethereum in qualità di commodity digitale limitata e rispettosa della componente Esg”, conclude.

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